Ospedale Soveria Mannelli10Soveria Mannelli, 17 maggio 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Nemmeno un mese fa lanciavamo l’allarme sull’esiguità di personale medico nella radiologia - in pratica ce n'è uno solo - quando la mancanza dell’unico medico lasciò un reparto sguarnito, che nemmeno un mese dopo il problema si ripresenta nella sua crudezza.

Non fosse altro che il radiologo rimane una sentinella imprescindibile per il Pronto soccorso senza il quale il punto di primo intervento non deve nemmeno essere degnato di questo nome. Una congettura rigettata più volte da Mancuso (Gerardo Dg Asp, ndr) che con la telemedicina a suo dire avrebbe risolto tutti i problemi inerenti a quanto da noi denunciato. Un espediente che a nostro giudizio non dà i risultati sperati, vuoi per la mole di lavoro che Lamezia deve gestire, vuoi per i continui black out della rete telematica. Proprio ieri un’anziana rovinata a terra a poche centinaia di metri dall’ospedale, prelevata dall’ambulanza del 118, con sospetta frattura alla spalla veniva sottoposta a esame radiografico. Tra visita al Pronto soccorso e lastra in radiologia (la Tac non era possibile leggerla per mancanza del medico) è passata più di un’ora, e l’esame diagnostico inviato a Lamezia non arrivava refertato, tanto che, la paziente è stata inviata a Lamezia senza che sul posto i sanitari avessero potuto prendere visione dell’esito. Ed anche ieri si ripeteva la stessa cosa: un muratore caduto mentre lavorava, che oggi si trova ricoverato a Lamezia, con una forte contusione alla testa è stato sottoposto a Tac, quando il relativo referto per forza di cose è stato inviato a Lamezia senza la possibilità di una lettura immediata sul posto per l’assenza del radiologo. In casi gravi il referto immediato resta uno dei pilastri su cui costruire le fasi secondarie per il paziente e dare ai medici l’opportunità di comprendere almeno quale sopporto farmacologico offrire al paziente ed avere chiaro il quadro clinico. Un servizio che nel comprensorio viene meno e che invece in altri posti viene garantito, di fatto generando una forte sperequazione tra i cittadini nei diversi contesti. Non stiamo cercando reparti o prebende di questi tempi improponibili, ma restiamo nel campo dell’emergenza; il nodo fondante della sanità, che nei livelli minimi dovrebbe essere garantito a tutti. Il nostro non è un piagnisteo ma è l’ennesima bussata alla porta del Direttore generale, affinché comprenda le nostre preoccupazioni e sostituisca l’unico medico che sta in radiologia quando questi, per motivi del tutto giustificabili, si assenta dal lavoro. Oltre che prendere atto di altri continui black out che si verificano con cadenza settimanale agli uffici per le prenotazioni (è successo pure ieri) lasciando in sospeso le richieste dei cittadini, che recandosi presso l’ospedale sono costretti a tornarsene a casa e perdere una giornata di lavoro.

Antonello Maida
presidente comitato Pro-ospedale
Soveria Mannelli

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