Finanza Gico archivio2Catanzaro, 26 aprile 2017 - Un funzionario della Protezione civile della Regione Calabria e tre imprenditori sono stati arrestati dalla Guardia di finanza e dalla Dia di Reggio Calabria con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Gli arresti sono stati eseguiti nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. La stessa indagine ha anche portato ad un sequestro di beni per oltre 250 mila euro. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, su richiesta del Procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri e del Sostituto procuratore, Alessandro Prontera della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta dal procuratore, Nicola Gratteri. I provvedimenti riguardano Giancotti Nicola di Sellia Marina, di 58 anni, funzionario della Regione Calabria già in servizio presso la Protezione Civile (custodia cautelare in carcere), ed altri tre soggetti (arresti domiciliari), nelle rispettive funzioni di Amministratore di fatto (Tornello Giuseppe di Vicenza di 80 anni), Legale Rappresentante (Tornello Luigi di Vicenza di 42 anni) e Procuratore Speciale (Speziali Giuseppe di Bovalino di 74 anni) della Elimediterranea s.p.a., società vicentina proprietaria di elicotteri che ha operato per diversi anni nel settore dell’antincendio boschivo per la Regione Calabria.
In particolare, secondo quanto riferit dalla procura, i predetti soggetti attraverso artifici e raggiri provvedevano a presentare e a farsi liquidare due fatture dalla Protezione Civile regionale precedentemente già pagate, per un importo totale di poco più di 250.000 euro, cagionando alla Regione Calabria un danno dello stesso importo per un esborso del tutto privo di oggettiva giustificazione causale.
Nello specifico, le due fatture, riguardanti servizi aerei per la lotta agli incendi boschivi, emesse nel 2012 dalla società Elimediterranea, furono liquidate dalla Regione Calabria una prima volta a giugno 2013 ed una seconda volta, a distanza di un anno e mezzo, a dicembre 2014.
Dopo l’effettuazione della seconda liquidazione, l’istituto di credito destinatario del pagamento per conto di Elimediterranea sollecita il saldo della prima liquidazione, all’epoca non interamente versata, così suscitando l’interesse della nuova dirigenza della Protezione civile che si accorge del doppio pagamento. Nella circostanza il citato funzionario della Regione Giancotti, destinatario dell’odierna misura cautelare, aveva giustificato tale incongruenza (senza informare la nuova dirigenza) come un errore, sostenendo però, per dissimulare l’illecita operazione, in assoluto difetto di attribuzioni o poteri, che il pagamento del medesimo importo era comunque dovuto in relazione ad altre fatture non saldate, che invece erano già state liquidate, annullate con successive note di accredito ovvero “gonfiate”.