Catanzaro, 8 aprile 2019 - "Non rispondo a domande sulle inchieste. La sua è una domanda provocatoria e non rispondo. Dico solo che bisogna studiare per capire la differenza tra provvedimento cautelare e capo d’imputazione. La storia ci spiegherà tanti passaggi”. Così, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri ad una nostra domanda su cosa pensasse della revoca dell’obbligo di dimora al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (coinvolto nell'inchiesta "Lande desolate") ma più in generale conoscere la sua risposta verso chi sostiene che spesso le tante inchieste condotte dalla Dda non trovano poi riscontri alle ipotesi accusatorie.
Gratteri è presente al convegno “Legalità dell'azione amministrativa e contrasto alla corruzione” organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, economia e sociologia dell’Università “Magna Graecia”. “I calabresi per bene - ha evidenziato altresì Gratteri - possono estirpare la corruzione e devono credere in noi. I cittadini possono avere fiducia nel futuro e io sono presente qui per un segnale sociale”. Presenti al convegno anche Piercamillo Davigo, Consigliere Csm; Ida Nicotra, componente Anac; Nicola Morra, presidente Commissione parlamentare antimafia; Andrea Mascherin, presidente Consiglio nazionale forense; Arturo Bova, presidente Commissione regionale antindrangheta. Nel pomeriggio, oltre all'intervento di Gratteri è prevista la presenza del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, Federico Cafiero De Raho, procuratore Nazionale Antimafia; Marco Travaglio, giornalista, direttore del Fatto Quotidiano e Vito Tenore, consigliere Corte dei conti. Il convegno sulla "corruzione" è andato avanti fino a tarda sera con gli intervisti previsti, tra i quali quello del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che ha evidenziato come "il tema della lotta alla corruzione in questo momento è una priorità nell’agenda politica. Va considerato il nuovo approccio nell’affrontare il tema della lotta alla corruzione. Prima si è sempre detto che il tema riguardava solo la giustizia, invece riguarda tutti i settori sociali, penso alla sanità come qui in Calabria, alle infrastrutture. Tutto questo non era scontato: quando ho detto queste cose in Parlamento sono stato bloccato e impossibilitato a parlare, mi dicevano "fai i nomi" ma non si tratta di nomi, ma del fatto che si parla di costruire un Paese migliore. E non possiamo parlare di prospettive per i giovani se non si affronta in modo radicale e una volta per tutte il tema della corruzione e parlare di corruzione significa farlo a 360 gradi di tutti i settori sociali”. Per il porocuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho "la corruzione rappresenta lo strumento attraverso il quale si finisce per incidere sul nostro sistema democratico e sulla concorrenza, sulla competizione leale tra le imprese. E' il sistema attraverso il quale le mafie si infiltrano negli appalti. Un vero e proprio sistema criminale in cui le mafie si muovono con grande ricchezza e quindi grande capacità di infiltrazione".