Scarpelli Pino PrcCosenza, 14 aprile 2019 - "La legge approvata il 3 febbraio 2016, in merito alla parità nella rappresentanza tra donne e uomini nei Consigli regionali, non è ancora stata recepita in pieno da diverse regioni; da nord a sud e da uno schieramento all’altro, non vi è volontà politica di sanare quella che è una falla all'interno di troppi sistemi elettorali regionali e che, giustamente, viene denunciata da uno schieramento politico trasversale di donne".

E ' quanto afferma Pino Scarpelli, segretario regionale di Rifondazione comunista. "Per cui - prosegue - salvo sorprese, alcune Regioni italiane si recheranno presto al voto prive della giusta rappresentanza femminile. Eppure la legge ha disposizioni chiare e non difficili da recepire. Proviamo a rinfrescare la memoria, sperando che almeno questo serva da pungolo al Consiglio regionale e finalmente si renda effettiva una legge ancora inapplicata in Calabria. Ecco cosa dispone la legge nazionale: qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento della preferenze successive; in caso di liste senza espressione di preferenze, la legge elettorale disponga l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale; in caso di collegi uninominali, la legge elettorale disponga l’equilibrio tra candidature presentate col medesimo simbolo, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale. Tutto sommato non ci sembra una normativa così difficile da trascrivere e mettere in atto! Vero è che in Calabria tale situazione è fortemente aggravata da un altro vulnus, altrettanto rilevante, soprattutto in tempi in cui il forte distacco tra istituzioni e cittadini ed il disinteresse per la politica dovrebbe favorire azioni incentivanti la partecipazione popolare larga. Ci riferiamo all’abnorme sbarramento all’8% (il più alto in Italia!) previsto nella legge elettorale vigente che, certamente, ha contribuito fortemente nel 2014 a far partecipare al voto la percentuale più bassa di cittadini rispetto a tutte le precedenti elezioni: il 44%, circa 4  calabresi su dieci! Per questo - conclude Scarpelli - sosteniamo con forza le richieste provenienti dal Comitato “Più donne, più democrazia” ed al loro appello ci permettiamo di aggiungere il nostro: “Più Donne e meno sbarramenti, più partecipazione e democrazia!".