Gratteri Nicola10Reggio Calabria, 28 gennaio 2021 - "In questi ultimi anni abbiamo toccato centri di potere che, una volta, non si pensava di toccare nemmeno nel subconscio. La gente comune apprezza questo. La cosa che sto notando, però, è che c'è un ceto sociale medio che dovrebbe sulla carta capire quello che stiamo facendo e che invece esprime la solidarietà a persone che per noi hanno commesso reati anche gravi. Questo mi preoccupa e mi rattrista".

E' il messaggio del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri durante l'incontro pubblico online organizzato dal presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra. Nel corso del webinar su "Mafia e antimafia" su facebook e moderato dal giornalista Michele Albanese, il magistrato ha voluto subito chiarire le polemiche degli ultimi giorni legate ad alcune dichiarazioni rilasciate in un'intervista al  dopo l'operazione "Basso profilo".

"Sostanzialmente - ha detto Gratteri - noi abbiamo le carte a posto.Io sono convinto che tutto quello che è stato fatto, è stato fatto con il codice in mano. Ho grande fiducia nei giudici e ho rapporti sereni con la quasi totalità dei giudici. Soprattutto con il presidente della Corte d'appello, un grande magistrato che è stato molto vicino in questi anni alla Procura di Catanzaro".

"Non so quanto rimarrà in Calabria, - ha aggiunto il magistrato - però io dico che ancora faremo tante cose importanti. Sul piano della tecnica di indagine o della strategia ho le idee molto chiare. Man mano che, però, alziamo il livello, vediamo sempre più gente che dà la solidarietà0 a prescindere agli indagati senza aver letto un rigo di quello che abbiamo fatto. Ecco perché noi abbiamo bisogno di giornalisti che facciano un'esatta narrazione dei fatti e che vadano a fondo". Durante il webinar si è discusso anche di come contrastare la 'ndrangheta fuori dai confini italiani. "Se in Europa non c'è un sistema giudiziario omologo - ha detto Gratteri - io ho poco da fare. Si, ci sono Europol, Interpol e Eurojust. Certo, però spesso questi organismi, come Interpol o Europol, sono più delle sigle.

Le agenzie non sono quello di cui abbiamo bisogno. Piuttosto servirebbe che la guardia di finanza di Catanzaro possa fare tranquillamente indagini a Francoforte. Io a questo sistema penso e non alle rogatorie. La Procura europea è una bella idea. Ma se il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso non esiste nei paesi europei, il procuratore non mi può autorizzare un'indagine sulla mafia. L'Europa deve avere più coraggio. Bisogna osare e partire dal sistema giudiziario italiano per omologare i codici. Altrimenti stiamo fermi. Oggi l'Italia è molto debole sul piano internazionale. Non siamo in grado di dettare l'agenda dell'Europa nemmeno dove siamo più bravi degli altri". (Ansa)