Lamezia Terme, 5 febbraio 2021 - Legambiente nazionale ha opportunamente predisposto e presentato un piano di 170 opere che dovrebbero rientrare nel programma di utilizzazione dei finanziamenti europei del “Recovery plan”. Tra questi ce ne sono due che riguardano specificatamente la Calabria: 1) la realizzazione di nuovi depuratori; 2) il Parco Naturale dell’Appennino. Sul primo progetto.
E’ urgente provvedere alla manutenzione strutturale dei depuratori esistenti e di realizzarne altri. Ciò consentirebbe di avere torrenti, fiumare e soprattutto mare pulito. Una nuova realtà per una offerta turistico balneare ottimale.Sul secondo progetto. Si tratta di un grande Parco riguardante il territorio della Lucania e Calabria. Un grande perimetro, quello dell’intero arco appenninico, di grande valore ben inquadrabile in una visione complessiva dello sviluppo regionale. Un’are vasta ricca di storia, di risorse materiali e umane, con potenzialità di sviluppo notevoli. ”Il Parco naturale dell’Appennino meridionale” riguarda le due regioni e dovrebbe essere istituito a norma della legge 394 del 6 e ristrutturazione dei borghi e dei villaggi agricoli dotandoli di infrastrutture e servizi urbani, dicembre 1981.
Un grande perimetro comprendente i Parchi già operanti. Per la Lucania: Pollino, Val d’Agri Lagonegrese, Parco Nazionale deel Cilento, Valle di Diano e Alburni ); per la Calabria: Parchi Nazionali del Pollino, della Sila, dell’Aspromonte e regionale delle Serre). Una grande are che racchiude i Laghi silani, dighe attive o e da completare (Menta e Metramo in provincia di Reggio, Alaco inprovincia di Vibo V., Melito in provincia di Catanzaro).
Ma non soltanto queste grandi opere necessarie per la raccolta delle acque per uso multiplo idroelettrico, irriguo, civile ), ma anche paesi, borghi e villaggi rurali ( penso a quelli della riforma), tanti beni culturali, i dialetti e la lingua delle minoranze etniche. L’inserimento del Parco Naturale dell’Appennino, come proposto dalla Lega Ambiente, con il relativo finanziamento, offrirebbe l’opportunità di interventi e progetti mirati. Si pensi all’incremento delle produzioni agricole delle nostre zone collinari e montane, al recupero primo fra tutti di reti per la sanità territoriale e per la qualità della vita, offrendo l’opportunità per lo sviluppo del turismo agricolo – naturalistico, per la valorizzazione dei beni culturali e archeologici presenti in tanti paesi compresi nel Parco o nelle immediate vicinanze al suo perimetro, al rilancio dell’artigianato locale ( tessuti, ceramiche ) e al recupero delle tradizioni popolari ( la musica, i canti, i balli ), la raccolta ed esposizione dei costumi tradizionali e la ricca produzione letteraria, erroneamente considerata minore, la gastronomia. Occasione per occupazione e ripresa di una vasta area del sud con possibilità di bloccare, o quanto meno rallentare, l’abbandono dei paesi interni e l’esodo dei giovani dalla Calabria verso l’estero e il centro nord d’Italia.La Calabria è interessata a fenomeni demografici preoccupanti. Il saldo tra decessi e nascite non è più come venti, trenta anni fa. La regione perde popolazione, l’emigrazione è costante e i protagonisti sono soprattutto i giovani.
Tra i due ultimi censimenti, la Calabria ha visto ridotta la sua popolazione di 100 mila abitanti circa: da 2.050 mila a 1950 mila).Non si emigra solo dai paesi interni, ma anche dalle città. I giovani che vanno a studiare fuori Calabria, una volta completati gli studi, non ritornano nella nostra regione. Anzi sono i genitori che molto spesso li raggiungono nelle città di loro nuovo domicilio. Allora l’impegno che deve esprimersi con più determinazione, è quello di prospettare interventi che possano offrire occasioni di lavoro, di impiego, di attività imprenditoriale e professionale.Progetti come quello proposto da Lega Ambiente per il “Parco Naturale dell’Appennino”, sono da rivendicare. A tale scopo devono esprimersi favorevolmente soggetti istituzionali e la parte più impegnata della società civile: la Regione, le cinque Province, i Comuni compresi nel perimetro del Parco, l’Anci, i Presidenti dei parchi calabresi, le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e professionali, l’associazionismo sociale e ambientale.
Ex parlamentare del Pci*