Platania scorcioPlatania, 8 dicembre 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Quelle che erano, fino a poco tempo fa, soltanto “voci” senza consistenza si sono rapidamente trasformate in notizie, il Reventino verrà trasformato in un parco eolico. Un simile progetto non soltanto devasterebbe il paesaggio in maniera irreparabile, ma distruggerebbe boschi faticosamente ricostruiti con grandi sacrifici e miracolosamente sopravvissuti al passaggio di più metanodotti e cancellerebbe per sempre i riferimenti ambientali a tradizioni e leggende radicate nell’immaginario collettivo e tanto significative da avere ispirato artisti e poeti legati al territorio ed interpreti dell’anima della gente.

Non si vuole, però, certo mostrarsi ostili in maniera preconcetta ad una scelta energetica, utile in questi momenti di crisi per diminuire il forte deficit d’energia dell’Italia, ma si contesta e con estremo vigore il modo di procedere alla collocazione dei pali e delle eliche. A parte altre considerazioni sull’unicità geo-morfologica del monte Reventino e che da tempo lo stesso monte, era compreso in una legge istitutiva di una serie di parchi naturalistici, che doveva servire a mantenere e tutelare l’identità ambientale e floro-faunistica delle stesse contrade, c’è da sottolineare, con molta preoccupazione per la salute pubblica, la presenza di asbesto (amianto) nelle rocce che sono presenti sul monte. Cosa accadrebbe movimentando centinaia, migliaia di metri cubi di quel materiale? Non è possibile né umanamente spiegabile che decenni di laboriosa ricostruzione dell’ambiente naturale, secoli di tradizioni e leggende unite indissolubilmente al territorio, grazie ad un poeta che le ha fatte rivivere e che ha legato una parte dell’identità del paese alle fate del Reventino, vengano cinicamente sacrificati. È un diritto dell’uomo di ogni tempo, infatti, non soltanto quello di vivere a diretto contatto con la natura, ma è pure diritto/dovere degli stessi uomini quello di difendere le loro tradizioni e le loro leggende, perché per vivere è pure necessario avere dei sogni e degli ideali legati alle proprie origini lontane. Nessuno, perciò e per nessun motivo può arrogarsi il diritto di distruggere un patrimonio di realtà e di sogni di una comunità che con questa realtà e con questi sogni vive da sempre.

Paolo Nicolazzo
Presidente della Pro Loco Platania

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