Ospedale Lamezia esternoLamezia Terme, 30 aprile 2014 - Con una semplice ma sentita cerimonia, nell’area antistante l’ingresso principale dell’ospedale di Lamezia Terme, è stato scoperto il busto marmoreo raffigurante Papa Wojtyla, una preziosa opera realizzata dall’artista Maurizio Carnevali, che, dopo un breve raccoglimento in preghiera, è stata benedetta dal vescovo della Diocesi, monsignor Luigi Cantafora, coadiuvato dal Cappellano dell'ospedale, padre Giuseppe Ferrara.

Alla cerimonia, coincisa con la canonizzazione del Santo Padre, hanno preso parte il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, il Direttore generale dell’Asp,  Gerardo Mancuso, medici, infermieri e altro personale, che hanno accompagnato con un applauso il particolare momento. La scultura in marmo aveva fatto il suo ingresso nel presidio ospedaliero nel maggio del 2011, in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II, ma già nel 2005, poco dopo la morte del Papa polacco, l’ospedale di Lamezia, per espressa richiesta del vescovo Cantafora, era stato intitolato a questa persona di straordinaria forza spirituale, particolarmente vicina al mondo della sofferenza e della malattia, amata in tutto il mondo, con l’intento di “salvaguardare e valorizzare i valori spirituali, la storia e le tradizioni della città e di un ospedale che rappresenta il punto di riferimento sanitario per la comunità lametina e di contribuire al rafforzamento dei processi di unitaria identificazione del personale, degli operatori e dell’utenza che operano all’interno della struttura, accrescendo lo spirito della solidarietà cristiana”. La figura di Papa Wojtyla, oggi proclamato San Giovanni Paolo II, è stata dunque sempre punto di riferimento per l’ospedale lametino che, con gesti concreti, a partire dalla sua morte, ha voluto segnarne i momenti più significativi. Nel corso della cerimonia Mancuso ha sottolineato “Un’istituzione laica, ma intitolata ad un grande uomo e noi abbiamo voluto sommessamente celebrare una funzione religiosa per dare un segno anche di vicinanza a questa splendida figura. Oggi benediciamo questo piazzale con la bellissima opera del maestro Carnevali e lo facciamo in punta di piedi perché ci sembra giusto essere sobri in queste circostanze". Per Talarico “Questo momento è un segnale per tutti noi, per le istituzioni, per i medici, i paramedici, per tutti coloro che vivono l’ospedale, per essere sempre più vicino ai cittadini, più al servizio dell’ammalato, per cercare di dare risposte, di realizzare una sanità di qualità perché Lamezia lo merita. Questo è un ospedale dal punto di vista strutturale bello, è al centro della Calabria e ci auguriamo che San Giovanni Paolo II possa vegliare sull’azione di tutti quanti noi”. Anche per monsignor  Cantafora “Dedicare il nostro ospedale a Giovanni Paolo II rappresenta un messaggio per tutti noi: mettere al centro la sofferenza. Quando il malato non è non è realmente il punto centrale dell’azione sia sociale che civile, il cittadino entra in una grande precarietà. Allora Giovanni Paolo II con la sua santità, con il suo esempio, pone nel cuore di tutti la necessità di mettere al centro della società il malato, il disabile, quello che vive delle fragilità, che significa far crescere la nostra società, far crescere e sviluppare anche la nostra città”.

 
Sel: sgarbo istituzionale

Sulla vicenda riportiamo una nota di Sel che parla di "sgarbo istituzionmle" per il mancato inivo al sindaco della città di Lamezia.

"Dispiace che il Direttore generale dell’Asp, Mancuso abbia perso, ancora una volta,  l’occasione di dimostrarsi attento al territorio e rispettoso degli organismi istituzionali cittadini. Eppure la cerimonia di benedizione del busto marmoreo raffigurante Giovanni Paolo II, posto all’interno dell’ospedale lametino, doveva essere una manifestazione di fede ma anche un’occasione di concordia più generale. Il mancato invito al sindaco di Lamezia Terme a presenziare alla cerimonia è un atto non solo qualificabile come vero e proprio sgarbo istituzionale ma pure un segnale di pericoloso imbarbarimento della vita politica cittadina alla vigilia di un lungo periodo che, nel corso dell’anno, chiamerà al dovere civico del voto i lametini. Il Dg Mancuso non si presti oltre ad interessi politici di parte e riconduca la sua attività nell’esclusivo interesse dei cittadini tutti, a cominciare dagli ammalati".

Console Debug Joomla!

Sessione

Informazioni profilo

Utilizzo memoria

Query Database