Cranio Villella1Motta Santa Lucia, 7 febbraio 2014 - Il Comitato "No Lombroso" e il Comune di Motta Santa Lucia, nell'AltoLametino, rendono  noto di essere entrati in possesso di documenti originali che testimoniano come il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso" abbia già provveduto in passato (1991) a restituire reperti pervenuti in suo possesso tramite le poco ortodosse pratiche lombrosiane, e precisamente le spoglie, i cimeli ed i paramenti di David Lazzaretti, al Comune di Arcidosso, Grosseto.

L'Amministrazione comunale di Motta Santa Lucia e il Comitato Tecnico Scientifico "No Lombroso", parti nella controversia che li vede contrapposti all'Università degli Studi di Torino, con oggetto la restituzione alla comunità di origine del cranio del contadino mottese Giuseppe Villella, deceduto presso l'ospedale di Pavia nel 1864 e sottoposto ad autopsia da Cesare Lombroso che si appropriò delle spoglie, per trasmetterle poi all'Università torinese e in specie al museo oggi intitolato allo stesso Lombroso, presso cui i resti di Villella sono tuttora esposti. Nonostante il giudice di primo grado abbia condannato l'Università degli Studi di Torino alla restituzione del cranio di Giuseppe Villella, insieme alle spese per il trasporto e la tumulazione, l'Ateneo torinese ha proposto appello contro l'ordinanza del Tribunale di Lamezia Terme e formulato coeva istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento, adducendo il coinvolgimento di interessi di natura pubblicistica e addirittura di rango costituzionale, oltre che il pregiudizio dell'interesse pubblico a fruire (?) del cranio di Villella, paventando altresì lo smembramento di una collezione (più di novecento crani incatalogabili di esseri umani?). Restiamo indignati da questo atteggiamento parziale del Museo Cesare Lombroso (Università degli Studi di Torino) e forte è il dubbio che il desiderio di rinnovare il razzismo scientifico attraverso l'apertura al pubblico di un museo intitolato ad uno screditato scienziato "razzista per eccellenza" e padre della calunnia di minorità delle genti del Sud Italia,  sia stato il vero motivo che ha guidato il corpo accademico torinese.

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