Carcere CatanzaroLamezia Terme, 25 febbraio 2014 - Dopo mesi di duro e attento lavoro, il meetup di Lamezia Terme e il meetup di Catanzaro - è scritto in una nota - mettono a segno il primo dei progetti presentati al carcere di Siano, con la sempre costruttiva collaborazione della dott.ssa Paravati.

E’ di pochi giorni fa, infatti, l’avvio delle procedure di rito, da parte della Casa circondariale di Catanzaro, presso gli organi competenti, per attuare il "Progetto Energie Rinnovabili", ad opera dell’ingegnere Giulio Benincasa. Attraverso un’attenta e accurata analisi dello stato di fatto e la ricostruzione del bilancio energetico della struttura, lo studio ha individuato i primi possibili interventi efficienti a COSTO ZERO per il Carcere. L’intervento principale prevede l’installazione di pannelli solari per la produzione dell’energia termica da usare per le docce, la lavanderia, le lavastoviglie e le lava pentole (ed eventualmente ad integrazione del riscaldamento). La fornitura dei pannelli solari e la loro installazione saranno interamente a carico della Energy Service Company – ESCO che risulterà aggiudicataria del bando di gara pubblico, indetto in tempi brevi secondo le intenzioni che ha manifestato la Direttrice della Casa circondariale. L’impianto solare consentirà una significativa diminuzione dei consumi di gasolio e delle emissioni inquinanti corrispondenti: dallo studio emerge un potenziale risparmio economico annuale di oltre 250.000,00 euro su una spesa complessiva per la fornitura di gasolio che ammonta a 410.000,00 euro. Un progetto frutto della collaborazione con tutto il personale del carcere e che potrebbe rendere il carcere di Siano, se venisse approvato ed attuato, un esempio da seguire. Nel frattempo, gli altri progetti in itinere proseguono con buoni risultati, a riprova che le promesse fatte, illo tempore, dal nostro cittadino deputato Paolo Parentela sono state rispettate. Il gruppo di lavoro “Carceri” nato dalla collaborazione dei due meetup di Lamezia Terme e Catanzaro continua alacremente il proprio lavoro, con la speranza che le istituzioni competenti siano pronte a realizzare quello che noi crediamo sia una progettualità  finalizzata al risparmio e all’ottimizzazione del servizio, nonché ad un serio  miglioramento della qualità della vita dei detenuti. In attesa di valide e concrete  risposte, andiamo avanti con convinzione e determinazione. In cantiere ci sono: la realizzazione dell’orto penitenziario, un’attività che permetterebbe ai detenuti di tenersi occupati e faciliterebbe il recupero degli stessi; un progetto per la raccolta differenziata, vista la mole di rifiuti, specie plastica, che il carcere produce; del recupero dei materiali per la riconversione e riparazione (mobili usati, vecchi oggetti, pc, ecc.); un progetto per rendere l’acqua potabile, anche con l’installazione di fontanelle all’interno dell’Istituto; di sburocratizzare e potenziare le attività lavorative, il "lavoro terapeutico" all'esterno del carcere per lavori di pulizia del verde pubblico, spiagge, potature alberi,ecc., che avrebbe una doppia finalità, porterebbe la comunità a toccare con mano la realtà sensibile dei detenuti e aiuterebbe il processo di reinserimento per gli stessi; potenziare le ore di attività sociali e ricreative (attualmente fanno solo 2 ore a settimana) e lavorare a progetti come attività teatrali o corsi di scrittura, e tanto altro.

Console Debug Joomla!

Sessione

Informazioni profilo

Utilizzo memoria

Query Database