Ruberto Pasq46Catanzaro, 6 marzo 2014 - “La politica nella nostra regione e in provincia di Catanzaro sta ormai degenerando sempre di più con tentativi davvero maldestri di denigrare l’avversario politico in tutti i modi, anche quando nessun appiglio giuridico lo consente”. Così, il presidente della Fondazione Calabria Etica, Pasqualino Ruberto replicando al coordinatore provinciale di Sel, Miletta che in una nota ha chiesto la revoca della nomina di Ruberto a presidente della Fondazione.

“Per quanto riguarda  nello specifico - aggiunge Ruberto - va subito detto all’esponente di Sel che il citato Dl 39/2013 non era previsto nel bando di selezione per la nomina, e comunque la inconferibilità sarebbe relativa alla copertura del posto di consigliere provinciale entro un anno e non due come erroneamente riportato e che Miletta, in maniera maliziosa e maldestra, non riporta che trattasi di una Provincia poi commissariata e sulla quale rielezione degli organismi politici non si poteva incidere (ratio unica del principio del principio dell’inconferibilità sancita dal Dl 39/2013 citato) in quanto gli stessi non sono andati a rinnovo, perché trattasi di Provincia in fase di soppressione. Ergo è assolutamente falso e denigratorio sostenere che la mia nomina “è chiaramente in contrasto con i contenuti recante “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico” secondo quanto previsto dalle legge 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”.  Consiglierei a Miletta - stigmatizza Ruberto -  di  documentarsi bene prima di gridare al lupo! Così come l’esponente di Sel dovrebbe avere fonti più attendibili che gli forniscano notizie certe sul mio compenso che è di 49.200, 00 euro e non di 137.907,96  euro l’anno. Precisato ciò - prosegue Ruberto - appare evidente l’ennesimo tentativo di sollevare inutili polveroni senza aver nemmeno l’accortezza di sapere quello che si afferma. Un chiaro ed evidente attacco politico per mascherare l’assoluta inoperosità del partito di Sel che si manifesta in particolar modo laddove i suoi pochi rappresentati istituzionali, come il caso dell’Amministrazione di Lamezia,  continuano a provocare danni agli Enti locali con politiche fallimentari che sono sotto gli occhi di tutti. La politica attuata da Sel è una sorta di rivalsa per metter tutti nello stesso calderone. Miletta evidentemente non avendo da ridire nulla nel merito della gestione di Calabria Etica in questi ultimi anni, visto il lavoro svolto e i consensi ricevuti, si trincera dietro presunte violazioni legislative inesistenti. E questo è per certi versi anche comprensibile se dichiarato da chi ha portato sull’orlo del fallimento una società modello come era la Lamezia Multiservizi. Ci viene da chiedere poi a Miletta se Le sembra opportuno “infierire”, senza costrutto, nei confronti di esponenti istituzionali di Lamezia che al di là del colore politico, svolgono ruoli e funzionai importanti per la collettività anche e in particolare della città di Lamezia. Ma, forse, la risposta è nelle pratiche di “esterofilia” portate avanti dagli amministratori del centrosinistra quando sono chiamati ad amministrare. Respingiamo con forza - conclude Ruberto - questi tentativi denigratori e calunniatori e annunciamo fin da ora che tuteleremo l’immagine della Fondazione e del sottoscritto nelle sedi competenti”.
            


La dichiarazione di Miletta

Ancora una volta il governatore Scopelliti e la sua giunta regionale si confermano gravemente omissivi rispetto alle esigenze di trasparenza e legalità richieste da specifiche norme di legge. L’ultimo caso, solo in ordine di tempo, è il decreto di nomina di Pasqualino Ruberto a Presidente di “Calabria Etica”. Tale nomina ratificata dallo stesso Scopelliti è chiaramente in contrasto con i contenuti del DL 39/2013 recante “Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico” secondo quanto previsto dalle legge 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalita' nella pubblica amministrazione”.
Per tale ragione chiediamo l’immediata revoca della nomina in quanto Ruberto non possiede i requisiti di cui all’art.7 comma 1 del citato Decreto Legislativo perché nei due anni precedenti l’avvenuta nomina ricopriva l’incarico di Consigliere provinciale di Catanzaro.
Lo specifico articolo di legge prevede, infatti, che non è conferibile la nomina di amministratore in società ed enti controllati da parte della Regione a soggetti che non abbiano cessato da almeno due anni il ruolo di Sindaco, Assessore o Consigliere comunale, di Presidente, Assessore o Consigliere provinciale.
Ruberto è stato Consigliere provinciale fino ad otto mesi fa, cioè fino allo scioglimento del Consiglio provinciale di Catanzaro per intervenuto commissariamento.
Come si vede si tratta di una violazione palese delle stringenti normative nazionali la cui ratio risiede nel vietare che soggetti che hanno ricoperto cariche istituzionali possano andare a presiedere e dirigere enti e organismi pubblici al fine di evitare che tali “postazioni” possano essere utilizzate a fini clientelari ed elettorali.
E’ un principio di buon senso che è andato a rimuovere un malcostume molto diffuso della politica italiana e che ha visto occupare scientificamente ogni istituzione pubblica per portare vantaggi di varia natura ai partiti e ai loro rappresentanti. Al contrario del pluri-indagato Scopelliti riteniamo non sia una pratica superflua quella di amministrare la cosa pubblica nella massima trasparenza e nel totale rispetto delle leggi, delle quali lui, invece, si fa spregio addirittura anche smentendo quanto la stessa Regione ha prescritto, tra i criteri di selezione per la presidenza di “Calabria Etica”, e riportati nell’apposito avviso pubblico.
Il fatto stesso che il Dirigente del Dipartimento che ha emanato l’avviso per le candidature abbia ritenuto di inserire il Dl 39/2013 tra le norme di riferimento, è la dimostrazione che il decreto in questione è correttamente applicabile anche alle fondazioni in house interamente finanziate e sottoposte al controllo della Regione.
Ne consegue, in maniera indiscutibile, che l’applicazione di tale norme di legge avrebbe dovuto comportare il non accoglimento della domanda di Ruberto proprio per l’evidente contrasto con l’art.7 comma 1, a meno che il candidato non abbia omesso di dichiarare la sua condizione di ex Consigliere provinciale da soli otto mesi, inducendo in grave errore chi ha verificato l’ammissibilità della sua domanda.
A tal proposito è doverosa e urgente una risposta dettagliata e pubblica sia degli organismi che hanno effettuato la selezione che del responsabile anticorruzione della regione Calabria.
Scopelliti, dunque, provveda alla revoca della nomina per aperta violazione di legge, evitando anche l’instaurazione di contenziosi le cui spese suonerebbero come un’ulteriore beffa per i calabresi e un ulteriore danno per il bilancio regionale sul quale grave il compenso per il presidente di “Calabria Etica” di ben 137.907,96 Euro l’anno, oltre un rimborso spese di 20.218,10 Euro all’anno.  
Una cifra totale, che di fronte all’emergenza sociale calabrese ha ben poco di etico,  e che non trova nessuna giustificazione considerato che è addirittura superiore a quella di Consigliere regionale, vicina a quella di Parlamentare e molto più alta di quella dei Sindaci di comuni con più di 50 mila abitanti.

Fernando Miletta
Coordinatore Prov.Le Catanzaro

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