Lavoro precari in corteoCatanzaro, 28 luglio 2015 - “Quanto sta succedendo al Senato sulla vicenda degli Lsu calabresi è un fatto di inaudita gravità. Si impedisce ai Comuni calabresi di portare a compimento il percorso di contrattualizzazione di 5000 lavoratori precari a cui sono affidate le fondamentali attività di erogazione dei servizi primari nei nostri territori".

Così, il presidente mario Oliverio sulla vicenda Lsu-lpu. "Sono lavoratori che da oltre vent'anni sono tenuti in una condizione di precarietà che assorbe ingenti quantità di risorse finanziarie pubbliche. Oggi non proponiamo un aumento ma una ottimizzazione della spesa. Quasi a costo invariato vogliamo garantire certezza ai Comuni sui servizi e riconoscere diritti elementari a lavoratori che hanno di fatto impiegato la loro vita alla dipendenza della Pubblica Amministrazione e che oggi, così stante le cose, non hanno neanche la garanzia dell'accesso alla pensione.Il Governo nazionale dovrà assumersi le proprie responsabilità: favorire e non bloccare un processo di riordino e trasparenza. Da Roma si debbono limitare ad autorizzare la spesa di 38 milioni di euro che sono a totale carico della Regione. Si dovrà impedire che i Comuni siano bloccati dalla tagliola del Patto di Stabilità. Una norma legislativa autorizzativa di cui, se non fosse stata richiesta dalla burocrazia ministeriale, non ce ne sarebbe stato nemmeno bisogno. La Calabria non può essere bloccata da una burocrazia statale forte con i deboli e debole con i forti. Forse la Calabria di fronte al Paese non è mai stata con le carte in regola come questa volta.Per quanto mi riguarda andrò fino in fondo. Verificherò tutte le strade possibili,  anche quelle eventualmente alternative alla norma autorizzativa.  Non lascerò nulla di intentato per poter difendere il diritto dei Comuni calabresi e dei lavoratori. Se dovessi essere costretto dalla permanenza delle pastoie burocratiche e dal silenzio del Governo non esiterò ad assumere iniziative clamorose a difesa della Calabria e dei lavoratori calabresi”.


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I LAVORATORI DECIDERANNO COME FAR GIUNGERE L’ECO DELLA PROPRIA RABBIA AL GOVERNO DI ROMA.

Le residue speranze sono state spazzate ieri pomeriggio. L’emendamento per la stabilizzazione degli Lsu-Lpu, alla fine non è stato inserito nel maxi emendamento proposto dal governo e sul quale domani sarà votata la fiducia. La USB ritiene scandalosamente grave questa decisione che ributta sulla strada (dopo l’effimera illusione di una contrattualizzazione, durata appena 7 mesi) ben 5.000 lavoratori da sempre figli di un dio minore e vittime, da più di 15 anni, di un lavoro in nero ad opera dello Stato. I lavoratori sono già in riunione nei vari comuni in tutta la regione e decideranno come canalizzare la giusta e legittima rabbia per una decisone che amareggia tutta la Calabria, sia dal punto dei diritti calpestati, che dal punto di vista dei cittadini che si vedranno privati di quei servizi essenziali, garantiti appunto da questa tipologia di lavoratori.
La USB è al fianco dei precari calabresi ed attende di conoscere le decisioni che saranno prese e li appoggerà nelle lotte che essi sceglieranno.

Federazione regionale USB Calabria

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Magormo: il Governo deve garantire il lavoro


Il Governo compia subito i passi necessari per garantire il lavoro dei cinquemila Lsu-Lpu calabresi e sbloccare le risorse già stanziate dalla Regione per la contrattualizzazione degli Lsu-Lpu". Lo dichiara il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno che aggiunge: "Il mancato  inserimento del decreto sugli Lsu-Lpu nel decreto legge sugli enti locali,  sta determinando una situazione esplosiva in una regione che già sul tema del lavoro vive situazioni di  tensione e grave disagio. Mi appello pertanto alla capacità del Governo di trovare in tempi brevissimi una soluzione a tutela di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Sarò impegnato - conclude Magorno - nelle prossime ore, assieme alla deputazione parlamentare del nostro partito ed al presidente Oliverio per cercae uno sbocco positivo di questa vicenda che deve necessariamente essere risolta con la massima urgenza".

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