Unione Mediterranea logoReggio Calabria, 26 ottobre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Una lezione di buona educazione ambientale per l’Italia è pervenuta qualche mese fa dalla Svizzera, artefice questa dell’aver rilevato un esito negativo nel suo recente responso referendario per società a partecipazione pubblica, a fini di investimenti in centrali a carbone.

Tale risultato si era tradotto in una buona notizia principalmente per i calabresi, i quali apprendevano del fatto che la SEI Spa, società del gruppo svizzero Repower, avrebbe dovuto rinunciare al progetto della centrale a carbone, con relativa installazione a Saline Ioniche. Di fatto la realizzazione di tale centrale era subordinata a un’anomala decisione da parte della Svizzera ed a un assenso del governo Monti, il quale si sarebbe disinteressato delle politiche di salubrità ambientale inerenti le emissioni e del futuro inquinamento dell’ambiente calabrese. Paradossalmente però in questi giorni, si apprende del via libera dato dal Governo e dai sindacati nazionali alla SEI Spa per la costruzione della centrale in questione, in sfregio alla contrarietà della CGIL calabrese che insiste per forme energetiche alternative all’uso del carbone. Saline Ioniche diventa quindi un esempio del differente grado di civiltà per il rispetto dell’ambiente che esiste tra due Paesi limitrofi quali Svizzera ed Italia, ma ancor di più evidenzia una Patria che non esita ad avvelenare i luoghi del Sud per il fabbisogno energetico del Nord, conseguendo contemporaneamente un altro obiettivo non secondario: cancellare la punta dello stivale dalle mete turistiche internazionali deviandole verso il nord. Resta purtroppo preoccupante la sottomissione dei politici meridionali, che al prezzo di una poltrona data loro dai rispettivi partiti a stampo settentrionale per fare gli interessi del Nord, regalano ai cittadini che dovrebbero ben rappresentare, le umiliazioni di uno Stato che da 153 anni persevera nel mantenere il Meridione d’Italia in una indegna forma di colonia.

Roberto Longo – responsabile regionale di Unione Mediterranea
Lorenzo Tropea – circolo territoriale Calabria di Unione Mediterranea

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