Usb_logoLamezia Terme, 5 marzo 2011 – “Il problema della sanità in generale, e di quella calabrese in particolare, è in continuo peggioramento e si ripercuote sempre di più sui cittadini che, invece di essere fruitori di quello che è un diritto costituzionalmente riconosciuto, diventano sempre più spesso vittime di un sistema sanitario attento solo ai tagli e all'eliminazione di servizi”. Lo ha detto il rappresentante regionale della Federazione regionale Usb Luciano Vasta nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Lamezia Terme per presentare il referendum abrogativo dei nuovi ticket sanitari che partirà nei prossimi giorni in Calabria. Presenti all'incontro anche i responsabili della confederazione Antonio Fragiacomo, Ivan Potente e Raffaele Cortese. “La Giunta regionale calabrese - ha spiegato Vasta - invece di pensare ad una sanità che funzioni veramente, ha decretato nei mesi scorsi, ulteriori tagli per quanto concerne i ticket sanitari,per cui dal primo gennaio 2011, i cittadini bisognosi, i malati cronici, i pensionati e persino i disoccupati, stanno subendo un ulteriore salasso, dovuto alle scelte di questa Giunta regionale, che ha disposto una drastica riduzione dei soggetti che fruiscono delle esenzioni dai ticket sanitari. Le scelte della politica economica messe in campo dai vari governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, hanno causato un grave abbassamento dei livelli di tutela della salute dei cittadini su tutto il territorio nazionale e sulla nostra regione in particolare. La logica a cui i politici sembrano rispondere - ha aggiunto Vasta - è legata esclusivamente alla spartizione e al mantenimento del potere e delle risorse economiche”. Per quanto riguarda il piano di rientro, ha sottolineato il rappresentante di Rsb, “non prevede una riduzione degli sprechi ma solo nuovi tagli, facendo sì che ancora una volta sia la gente comune a subire le conseguenze di una politica dissennata. Saranno tagliati 1.200 posti letto, nella previsione del 25% in meno di ricoveri all'anno nelle strutture pubbliche”.  Ad aggravare ulteriormente i costi, per Vasta, “hanno contribuito anche l'esternalizzazione di molti servizi che riteniamo sia fondamentale riportare all'interno delle strutture pubbliche, garantendo cosi' al personale impiegato le tutele che oggi spesso sono negate nelle aziende private e cooperative cui sono affidati gli appalti". Tutto questo, ha concluso l'esponente di Rsb, "ha favorito negli anni la proliferazione di strutture sanitarie private convenzionate e sovvenzionate dai soldi pubblici: dunque la Calabria anziché rafforzare e migliorare la sanità pubblica sceglie di investire e regalare soldi ai privati che, grazie ai soldi pubblici si arricchiscono”. La tutela della salute, ha proseguito Ivan Potente, è un diritto costituzionalmente riconosciuto, per cui la Usb ritiene che sia un dovere delle istituzioni, Regione in testa, a garantirlo. Ecco perché la confederazione metterà in campo tutte le iniziative per assicurare ai cittadini un servizio sanitario adeguato e ai lavoratori la tutela dei loro diritti. Il primo atto che la confederazione Usb Calabria ha deciso di intraprendere è quello di lanciare un referendum abrogativo dei nuovi ticket sanitari. La Usb partirà dunque con la raccolta delle firme di tutti i calabresi e lascerà che siano gli stessi cittadini a giudicare questa norma che colpisce ancora una volta la sanità della nostra regione”.

 

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