Frana_Maierato1Catanzaro, 8 marzo 2011 – “Il dissesto idrogeologico si sta rivelando, dopo i recenti fatti di cronaca, come una delle più gravi emergenze sulla quale è necessario intervenire tempestivamente, con serietà e concretezza, ma soprattutto ponendo in essere strumenti idonei a prevenire episodi che stanno provocando numerose vittime e danni molto elevati alla già debole economia regionale”. Lo ha dichiarato il presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori) della Calabria, Francesco Cava. “La quasi totalità del territorio calabrese - ha detto - è, infatti e purtroppo, interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico a causa dei forti dislivelli di cui e' caratterizzato oltre ad essere geologicamente "giovane". Negli ultimi decenni, il progressivo abbandono dei territori montani e la progressiva urbanizzazione di aree un tempo disabitate che, spesso, ha interessato aree in prossimità dei corsi d'acqua o di zone in frana, ha aumentato notevolmente l'esposizione del territorio al rischio idrogeologico. Basti pensare, all'ultima alluvione abbattutasi lo scorso 1 marzo a Reggio Calabria che ha provocato la morte di una persona e danni ingentissimi. Per questo l'Ance Calabria - dice – ha deciso di scendere più concretamente ed attivamente in campo per fornire il suo contributo a risolvere problemi che non solo danneggiano il territorio ma che costituiscono una seria e continua minaccia per l'incolumità della popolazione calabrese. I dati, infatti, che si desumono dal 2° rapporto “Ecosistema Rischio 2010” evidenzia come il rischio frane e alluvioni, in Calabria, riguarda il 100% dei Comuni con il 42% di essi che presenta interi quartieri in zone a rischio e che per il 26% presenta, in zone a rischio, strutture sensibili come scuole e ospedali". "Il primo punto prioritario – ha dichiarato Cava - e', senza dubbio, quello della fase della pianificazione, che deve prevedere, come avviene in altri Paesi europei, l'obbligo di uno specifico piano di manutenzione ordinaria/straordinaria delle infrastrutture esistenti e/o da realizzare. Un secondo ma non meno importante punto riguarda il costo delle opere infrastrutturali e la diffusa pratica da Ance non condivisa dell'aggiudicazione delle gare con il “massimo ribasso” che non garantisce né la qualità delle opere né la serietà delle imprese. Se, in chi ha il dovere e il potere di decidere sul governo del territorio, continuerà però a mancare capacità e volontà di concertare ai vari livelli istituzionali un progetto di intervento strategico sul territorio, coordinando piani, risorse finanziarie e competenze operative per affrontare tutti gli obiettivi prioritari, non c’è speranza che dalla pratica dell'emergenza si possa, finalmente passare alla cultura della prevenzione. L'auspicio - ha concluso Cava – è che, si dia concretamente seguito all'Apq sottoscritto recentemente dalla Regione Calabria con il ministero dell'Ambiente, e che possano essere disponibili, anche attraverso lo sblocco delle risorse Fas, i 200milioni di euro, per favorire gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza del territorio, ma soprattutto per garantire la tutela dell'ambiente e dei cittadini".

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