Polizia_e_cc_auto1Reggio Calabria, 8 marzo 2011 - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e il Ros unitamente alla Squadra mobile della questura, hanno eseguito numerose ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip presso il Tribunale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 41 appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta della provincia, indagati per associazione di tipo mafioso ed altro, secondo la seguente ripartizione. Le ordinanze sono state eseguite in Germania, Canada e Australia. L'operazione, denominata “Il crimine 2” è la naturale prosecuzione dell'attività “Il crimine”dello scorso 13 luglio, nel corso della quale furono eseguiti 304 provvedimenti cautelari in coordinazione tra le Dda di Reggio Calabria e di Milano, che ha permesso di delineare l'esistenza della organizzazione 'ndrangheta avente base strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all'estero, dove è  stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino. L'odierno provvedimento riguarda gli indagati di appartenenza alla 'ndrangheta nelle sue diverse articolazioni territoriali, non destinatari del precedente fermo di indiziato di delitto emesso nel luglio 2010.

 

Due “locali” in Germania, altrettanti in Canada, uno in Australia. Dopo aver delineato la struttura organizzativa della 'ndrangheta in Italia con l'operazione "Crimine 1", la Dda di Reggio Calabria, con l'operazione di oggi denominata "Crmine 2" ha individuato le articolazioni della mafia calabrese all'estero. In Germania, ed in particolare nelle città di Singen e di Francoforte, è attiva una struttura della 'ndrangheta calabrese in cui è inserito Bruno Nesci, che in quella struttura definita “Società”" ricopre un ruolo apicale. Nesci farebbe capo a Domenico Oppedisano, al quale renderebbe conto delle vicende che riguardano il contesto criminale in cui è inserito. Al fine di monitorare l'evoluzione delle dinamiche criminali che si svolgevano in Germania, gli inquirenti hanno proceduto in rogatoria con le autorità tedesche. Lo sviluppo delle indagini ha permesso così di registrare una serie di conversazioni, che hanno consentito di ampliare le conoscenze investigative riguardo ad alcuni personaggi, di origine calabrese ma dimoranti in Germania, in stabile contatto con Nesci e con lui associati. Sarebbe emersa l'esistenza di due gruppi criminali, uno facente capo a Nesci, l'altro facente capo ad un personaggio ancora identificato che nelle intercettazioni viene soprannominato “lo svizzero”. Tra il gruppo di Nesci e quello dello "svizzero" sarebbero in corso degli attriti che attengono esclusivamente al predominio territoriale che una fazione vorrebbe esercitare sull'altra. In tale quadro Nesci si sentirebbe autorizzato ad agire in maniera autonoma essendo egli legittimato ad esercitare la sua carica di capo societa' forte di un assenso ricevuto da Oppedisano. Sei sono le persone arrestate in Germania appartenenti alla struttura ‘ndranghetistica estera costituita dai locali di Singen e Francoforte. Sono invece ricercate 5 persone appartenenti alle strutture canadesi ed australiane del Thunder Bay (Canada); di Toronto (Canada); Stirling (Australia). Uno dei destinatari dell'operazione "Crimine 2", disposta della Dda di Reggio Calabria ed eseguita stamane dalle forze dell'ordine, ha tentato di sottrarsi all'arresto nascondendosi in un bunker ricavato nella propria abitazione di Palizzi (Rc). Quando i carabinieri hanno bussato alla porta di Francesco Maisano, 46 anni, la moglie dell'indagato ha detto che il marito non si trovava in casa. L'espediente non ha convinto i militari operanti che, dopo un attento controllo, hanno individuato il nascondiglio. Solo dopo una trattativa, l'uomo si e' fatto arrestare.

Tra gli arrestati anche un ex-sindaco australiano

C’è l'ex sindaco di una città australiana fra le persone arrestate stamani nell'ambito dell'operazione "Crimine 2" contro la 'ndrangheta. Si tratta di Damiano Vallelonga, ex primo cittadino della città di Sterling. Secondo la Polizia, Vallelonga, calabrese trapiantato all'estero, durante alcune intercettazioni, avrebbe ripercorso organizzazione e regole della ‘ndrangheta in Australia, dimostrandone una buona conoscenza. La sua vicenda sarebbe, secondo l'accusa, la conferma cha anche all'estero la mafia calabrese è in grado di condizionare il voto.

I complimenti dei ministri, Alfano e Maroni

“Ancora un altro straordinario successo nella lotta a tutte le mafie: i 41 arresti eseguiti questa mattina in Italia e all'estero dalle forze dell'ordine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, costituiscono un ennesimo micidiale colpo alla 'ndrangheta calabrese e alle sue ramificazioni, dando l'esempio di uno Stato impegnato in prima linea nello smantellamento del crimine organizzato". Così, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Questo risultato - conclude il Guardasigilli - premia il lavoro costante e l'alta professionalita' dei magistrati e delle forze dell'ordine. Il mio plauso va, dunque, alla DDA della procura Reggina, agli uomini del ROS dell'Arma dei Carabinieri e della Squadra Mobile della questura.


Anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si e' congratulato con il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, e con il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per l'operazione contro la 'ndrangheta, denominata "Il Crimine 2", coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che ha portato all'arresto di quarantuno affiliati alle principali cosche della criminalita' organizzata reggina. "E' un'operazione di eccezionale importanza, perche' vengono colpiti duramente gli affari della 'ndrangheta in Italia e all'estero".

Altri commenti

Scopelliti: lo Stato in Calabria è presente

Soddisfazione per l'operazione “Crimine 2” è stata espressa dal presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. "Un altro duro colpo al crimine organizzato, - dice Scopelliti in una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale - un altro segnale importante della Dda di Reggio Calabria e delle forze dell'ordine che stanno lavorato intensamente. Lo Stato è presente in Calabria e le operazioni degli ultimi tempi ne sono una chiara testimonianza. I 41 arresti di oggi, in Italia ed all'estero, dimostrano che il lavoro dei magistrati reggini, del Ros dei Carabinieri e della squadra mobile della questura e' stato intenso e proficuo. La criminalità organizzata - conclude – sta ricevendo duri colpi e noi saremo sempre al fianco di chi lavora per liberare la Calabria dalla ndrangheta2.

Il procuratore Pignatone: assetto unitario ma diverso dalla Mafia

Le operazioni “Il Crimine” e “Il Crimine 2” “rappresentano un quadro abbastanza fedele e dettagliato di quella che e' l'organizzazione della 'ndrangheta2. Lo ha detto Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Reggio Calabria, aggiungendo: “La ‘drangheta, non ci stancheremo di ripeterlo, e' una organizzazione unitaria, fortemente coesa, con organismi di vertice, diversi comunque da quelli che sono noti in organizzazioni come “Cosa nostra”, la Commissione della cupola, con reali poteri e compiti specifici”. Per Pignatone un’altra cosa fondamentale è il peso esercitato dalla 'ndrangheta “non dico in tutto il mondo, - ha spiegato - ma certamente in diversi continenti. L'operazione odierna - ha aggiunto - riguarda la Germania, la Svizzera, il Canada e l'Australia. Da tutti questi posti dove ci sono locali simili, anzi uguali, a quelli che esistono in Calabria si viene in provincia di Reggio - Siderno, Rosarno, San Luca – a prendere ordini, a riferire, a concordare le strategie”. Il capo della Dda reggina ha posto l'accento sul fatto che le famiglie centrali non sono solo quelle riconducibili ai boss Commiso e Oppedisano, ma sono molte altre: Alvaro, Commiso, Pelle, i clan di Reggio Calabria. “Quest’operazione - ha detto - ha focalizzato il ruolo delle famiglie Commiso e di quelle di Rosarno, con riferimento ai rapporti, rispettivamente con il Canada e l'Australia e la Germania e la Svizzera. Le indagini proseguono e spero che ci daranno altri i significativi elementi nei prossimi mesi”.

"L'operazione 'il Crimine 2' conferma l' enorme pericolosità della 'ndrangheta, ma anche che l'allarme lanciato sta cominciando a dare buoni frutti anche nella collaborazione internazionale. In particolare la Germania e l'Italia stanno lavorando veramente affiancate e questo sta portando a risultati efficaci sia sotto l'aspetto della repressione, come dimostrano gli arresti effettuati oggi, sia sotto l'aspetto della prevenzione, come dimostrano le nuove norme in tema di riconoscimento delle sentenze di sequestro dei beni emesse dagli altri paesi europei approvate dal Parlamento tedesco." Laura Garavini, capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, commenta cosi' l'operazione portata a termine oggi dalla Dda di Reggio Calabria, dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato. "La presenza in Germania, Svizzera, Canada ed Australia di strutture locali della 'ndrangheta, - dice - organizzate esattamente come quelle calabresi, e che organizzano anche summit tra di loro deve portare ad aumentare sempre piu' la collaborazione investigativa ed a istituire senza altri ritardi le squadre investigative comuni a livello europeo” Per Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del PD e parlamentare calabrese, "ancora una volta, l'ottima operazione 'Crimine2' frutto della collaborazione di tutte le forze dell'ordine e della magistratura calabrese ha portato risultati. Voglio complimentarmi con il procuratore di Reggio Calabria, Pignatone, la Dda della procura, con gli uomini del Ros dell'Arma dei Carabinieri, della Squadra mobile e della questura. I 41 arresti di oggi - prosegue - che seguono gli oltre 300 dell'estate scorsa tra Calabria e Lombardia, dimostrano ancora una volta la ramificazione della 'ndrangheta fuori dai confini regionali. Stavolta, oltre alla Germania, si arriva anche in Canada e Australia , com’era già risultato in un'indagine di molti anni fa, dove dove si riproduce una perfetta copia dell'organizzazione calabrese. Mi auguro - conclude - che il lavoro di chi combatte la criminalità ed estirpa la brutta erba dalla nostra regione vada avanti e venga aiutato dalla sana politica con collaborazione e risorse".

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