Talarico-Scopelliti-Magar1Reggio Calabria, 21 marzo 2011 - E' stato sottoscritto questa mattina in Consiglio regionale il codice etico di autoregolamentazione, a cui hanno aderito esponenti politici, partiti e movimenti, per un impegno istituzionale nella lotta alla criminalità organizzata. Il codice è stato presentato dal presidente della Commissione regionale antimafia, Salvatore Magarò. Alla firma hanno preso parte anche il governatore Giuseppe Scopelliti e il presidente dell'Assemblea legislativa calabrese Francesco Talarico. Magarò, riconoscendo la centralità dell'impegno ed i successi delle forze dell'ordine e della magistratura nei confronti della 'ndrangheta ha detto che quest'ultima “ha appiccicato addosso alla Calabria la nomea di terra di appestati, senza diritti e doveri. Da oggi - ha aggiunto - codifichiamo comportamenti tesi a scongiurare che una classe dirigente possa favorire interessi connessi alla 'ndrangheta”. Per il presidente della Commissione antimafia del Consiglio regionale "la politica e l'associazionismo sono chiamati a rispettare regole certe nella selezione dei gruppi dirigenti contro il clientelismo al fine di affermare verità, giustizia e moralità, che sono il fondamento della democrazia”. Il presidente del Consiglio, Francesco Talarico, da parte sua, ha detto: “Credo che sia un gesto, un segnale molto importante che voglio sottolineare con forza. Peraltro giunge dopo la seduta consiliare del 22 febbraio quanto abbiamo approvato tantissime proposte di legge che vanno nella direzione del contrasto alla criminalità organizzata. Tanto stanno facendo in questi mesi in Calabria sia le forze dell'ordine sia la magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata. Però c’è bisogno sempre di più della cultura della legalità”. Per Talarico “la formazione delle liste per le prossime amministrative è un altro tassello fondamentale se vogliamo migliorare la società calabrese. Mi auguro che tutte le forze politiche riescano a formare delle liste con persone rappresentative, professionisti capaci che abbiano a cuore l'interesse pubblico, perché attraverso questo si può migliorare la nostra società. Questo è stato il nostro sforzo. Mi auguro che i partiti politici applichino in maniera rigorosa questo codice, dicendo no a qualche centinaio di voti pensando al bene collettivo”. (Nella foto, Francesco Talarico, Giuseppe Scopelliti e Salvatore Magarò)

Le reazioni

Pacenza (Pdl); passaggio importante e storico

“La firma apposta quest'oggi da tutti i rappresentanti dei partiti presenti in consiglio regionale sul codice etico di autoregolamentazione per la trasparenza dei candidati in Calabria costituisce sicuramente uno dei passi più importanti e storici di questa IX Legislatura”. Il segretario della Commissione regionale contro il fenomeno della 'ndrangheta, Salvatore Pacenza (Pdl), esprime parole di apprezzamento sull'accoglimento plenario da parte dello stesso organismo consigliare della proposta di provvedimento amministrativo n.103/9, di iniziativa del consigliere regionale Salvatore Magarò, recante: “Codice etico di autoregolamentazione del Consiglio regionale sulla trasparenza dei candidati alle elezioni, degli eletti ed amministratori pubblici per contrastare ogni forma di collusione con la 'ndrangheta. I tentativi d'infiltrazione da parte delle cosche nella vita politica e istituzionale della Calabria - prosegue Pacenza - costituiscono uno spauracchio che non possono e non devono in nessun modo condizionare il corretto e trasparente andamento dell'azione amministrativa all'interno di ogni Ente di governo della regione. Il codice etico, attraverso i suoi 4 articoli, cerca di porre un argine a questo fenomeno deviato, pretendendo l'impegno di tutte le parti coinvolte nella competizione elettorale: dai partiti ai singoli candidati. I partiti, i gruppi consiliari, le formazioni politiche e le liste civiche, da una parte, s'impegnano a far sottoscrivere ai propri candidati un'autocertificazione con cui, gli stessi, attestino di non trovarsi in alcuna condizione di incompatibilità con lacandidatura prevista dal codice etico, pena la denuncia penale per dichiarazione mendace. Dall'altra, gli stessi sottoscrittori s'impegnano a escludere dalle proprie liste quei candidati verso i quali sia stato possibile acclarare elementi di continuità e connivenza con le consorterie mafiose calabresi. Questo perché la 'ndrangheta e i tentativi d'infiltrazione si combattono col contributo di tutti. Oggi, tale contributo l'hanno messo nero su bianco, la Regione Calabria e i partiti che compongono il suo Consiglio. La speranza e' che, su questa scia, si assestino in futuro anche le scelte degli elettori".

Giordano (Idv): da noi contributo costruttivo

“Sulle tematiche della trasparenza, il gruppo consiliare dell'Idv non ha mai assunto posizioni pregiudiziali, anzi, pur mantenendo una posizione critica su alcune iniziative legislative perché ritenute insufficienti e carenti, non si è sottratto a offrire un contributo costruttivo”. Giuseppe Giordano, consigliere regionale Idv. “Basti pensare - aggiunge - alla recente legge regionale 7 marzo 2011, n. 3 recante “Interventi regionali di sostegno alle imprese vittime di reati di 'ndrangheta e disposizioni in materia di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore dell'imprenditoria” nella quale sono stati recepiti quasi integralmente gli emendamenti presentati contribuendo all'elaborazione di un testo più confacente a contrastare il fenomeno mafioso negli appalti pubblici. Tutto questo sta a significare che la lotta alla mafia deve necessariamente essere trasversale attraverso un atteggiamento condiviso da parte delle forze sane presenti all'interno dei gruppi politici”.