Catanzaro, 31 marzo 2011 - Sono state tutte prosciolte le nove persone finite in un'inchiesta, a Catanzaro, a seguito del crollo di un tratto dell'allora costruenda strada provinciale Girifalco-Maida, avvenuto otto anni fa. Era l'inverno del 2003 quando, nel corso dei lavori per la realizzazione della strada di collegamento alla Statale 280 dei “Due Mari”, il cantiere subì notevoli danni in due distinti punti, uno nel comprensorio catanzarese e l'altro in quello lametino. Nessuno rimase ferito, ma a seguito dei danni prodotti furono aperte due inchieste secondo le zone di competenza, e dunque una dalla procura della Repubblica di Catanzaro, e l'altra da quella di Lamezia Terme, con tanto di sequestro delle aree interessate dalle indagini. Al termine delle indagini, in entrambi i procedimenti, sono rimaste coinvolte le stesse nove persone, tutte accusate di “crollo di costruzioni”, per le quali a Lamezia il giudizio è ancora in corso - precisamente per quattro in sede di dibattimento, e per cinque in sede di rito abbreviato - mentre a Catanzaro si è concluso oggi, davanti a giudice dell'udienza preliminare Antonio Rizzuti, dove le contestazioni sono cadute. Il processo era stato chiesto per Venanzio Raffaele Greco, ingegnere esecutore dei calcoli per la ditta “Merlo Adriano Spa” cui la Provincia appaltò i lavori (difeso da Guglielmo Sabatini); Francesco Catanese e Paolo Barberio, il primo procuratore speciale ed il secondo geometra della stessa ditta (difesi da Francesco Gambardella e Giovanni Cefaly); Franco Bilotti, responsabile unico del procedimento (difeso da Lanfranco Calderazzo); e poi Salvatore Pingitore (difeso da Saverio Loiero e Wanda Bitonte), Lanfranco Bilotti (difeso da Emilio Vitaliano), Luigi Guadagnolo e Francesco Maida (difesi da Giuseppe Spinelli), e Benito Raso (difeso da Angelo Grandinetti e Aurelio Paola), tutti direttori dei lavori. Tutti sono stati prosciolti dall'accusa principale relativa al crollo della strada per intervenuta prescrizione del reato contestato, tranne Pingitore e Barberio, i cui difensori hanno espressamente chiesto il giudizio nel merito ottenendo una pronuncia “per non aver commesso il fatto”. Lanfranco Bilotti, infine, è stato rinviato a giudizio per una contestazione marginale relativa ad un'ipotizzata omissione di atti d'ufficio. Il giudice, da ultimo, ha dissequestrato il tratto di strada interessato dal dal crollo per cui si procedeva.