Pisanu_GiuseppeRoma, 6 aprile 2011 Qustione 'ndrangheta sempre più pregnante da un punto di vista dell’impegno al fine di cercare di combattera la piega delle infiltrazioni. L'Ufficio di presidenza e i capigruppo della Commissione nazionalee Antimafia, nel corso della seduta di ieri, hanno svolto un esame approfondito della minaccia crescente che la ‘ndrangheta reca all'intero Paese e, in particolare, all'economia, alla società e alle istituzioni della Calabria. Perfino l'agibilità democratica dell'intera regione sembra messa in serio pericolo. Pertanto, l'Ufficio di presidenza ha deciso di fare il punto della situazione attraverso un incontro ai massimi livelli che si terrà a Reggio Calabria tra la Commissione antimafia, esponenti del Governo e delle istituzioni, rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine specificamente impegnati nella lotta alla criminalità organizzata. “Contro la ‘ndrangheta - ha precisato il presidente della Commissione Pisanu, commentando il senso dell'iniziativa - non basta l'antimafia della repressione, occorre anche l'antimafia dello sviluppo”.

 

Franco Corbelli: colpire la zona grigia

E Il leader del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli, esprime apprezzamento per l'operazione denominata “Archi” della procura di Reggio, che ha portato oggi all'arresto di 21 persone, ma chiede che si faccia “finalmente piena luce anche sulla cosiddetta zona grigia, sugli intrecci tra mafia e politica. Nei giorni scorsi - spiega - il procuratore capo Giuseppe Pignatone ha detto che non c’è nessun pupo politico legato alla mafia, oggi le prime risultanze dell'inchiesta Archi dicono invece che la politica collusa con la mafia c’è, eccome. Chiediamo per questo al procuratore di Reggio - continua - di fare chiarezza su questi intrecci tra la politica e la criminalità organizzata. Siamo vecchi garantisti e non auspichiamo politici (per forza) collusi con la ‘ndrangheta, ma rivendichiamo il diritto di conoscere quella parte della politica collusa con la criminalità organizzata. Chiediamo di sapere chi sono questi politici e soprattutto se le diverse amministrazioni ai vari livelli sono condizionate dalla ‘ndrangheta. Domande legittime a cui chiediamo vengano dare delle risposte doverose ed esaustive. Ci auguriamo che lo faccia il procuratore Pignatone, al quale rinnovo l'appello a non lasciare (tra poche settimane) Reggio e di continuare, insieme ai suoi colleghi, l'importante, delicato lavoro nella citta' dello Stretto, per fare, appunto, piena luce sulla zona grigia, proseguire, e completare, le indagini sui rapporti mafia-politica per accertare e chiarire non solo la vicenda (sempre più inquietante) legata al comune di Reggio, ma anche il caso gravissimo - conclude Corbelli - del Consiglio regionale, dopo gli arresti di un consigliere regionale e di altri cinque candidati, per stabilire se è da ritenersi legittimato o non piuttosto condizionato dalla ‘ndrangheta, per come l'indagine sul boss Pelle e i politici amici ha dimostrato”.

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