San_Luca_scorcioReggio Calabria, 7 aprile 2011 - La Squadra mobile della questura di Reggio Calabria e agenti del commissariato di Siderno hanno catturato Santoro Favasuli, 37 anni, latitante dall'ottobre del 2005. Sul giovane pende una condanna a trent'anni di carcere per l'omicidio di Antonio Giorgi, avvenuto a Locri nell'ottobre del 2005. Il latitante è stato arrestato in un appartamento di Siderno. L'omicidio Giorni segnò la ripresa della faida di San Luca. Dopo questo fatto di sangue infatti, vi fu la ripresa delle ostilità tra due gruppi contrapposti formati dalle famiglie Nirta -Strangio da un lato e Pelle-Vottari dall'altro. Il giorno di Natale dello stesso anno, in un agguato a San Luca, perse la vita Maria Strangio. La faida ebbe inizio il 10 febbraio del 1991 per uno scherzo di Carnevale, quando nei pressi di un circolo ricreativo, per il lancio di uova, vennero uccisi due giovani e feriti altri due. Il nome di Favasuli era inserito nell'elenco dei cento più pericolosi latitanti italiani. I particolari della cattura saranno resi noti una conferenza stampa presso la questura di Reggio Calabria. “L'arrestato è un soggetto di rilievo criminale, al di là della condanna a 30 anni di reclusione che dovra' scontare perché in via definitiva. E' collegato al territorio di Africo e alle famiglie di San Luca Pelle-Vottari e con l'omicidio di cui risponde con la condanna ha contribuito a far riesplodere, con l'efferatezza che voi tutti sapete, la faida di San Luca che ha portato poi all'eccidio di Natale e le conseguenze ancora più tragiche della strage di Duisburg del 2007”. Lo ha detto il capo della Squadra mobile della questura di Reggio Calabria Renato Cortese, a margine della conferenza stampa per l'arresto del latitante Santoro Favasuli. “C’è una grande soddisfazione per questo risultato - sottolinea Cortese - portato a compimento nel cuore di Africo dove lui era rintanato in un bunker ed è il risultato che noi attribuiamo alla sinergia tra la squadra mobile di Reggio Calabria e il commissariato di Siderno. Il merito è sicuramente ascrivibile agli investigatori di Sidereo e in particolare al dirigente del locale commissariato, ma c’è anche da rimarcare la strategia di contrasto ai latitanti portata avanti dalla Polizia di Stato sull'intero territorio reggino". A tal proposito il questore Carmelo Casabona, in conferenza-stampa, ha citato i risultati fin qui ottenuti nella lotta ai latitanti con l'arreso di 31 arrestati tra le figure più importanti della 'ndrangheta reggina. Il ricercato si nascondeva in un bunker largo circa un metro e mezzo, ricavato all'interno dell'abitazione di Africo Nuovo, al quale si accedeva attraverso un foro realizzato nel muro dietro la cucina. Santoro Favasuli, spostando il mobile della cucina, si rifugiava lì al momento dell'arrivo degli agenti. All'interno, grazie ad un monitor collegato con alcune telecamere, seguiva gli spostamenti delle forze dell'ordine che periodicamente controllavano l'abitazione, uscendo dal rifugio allo scampato pericolo. All'interno della casa viveva con i familiari che lo accudivano e lo aiutavano. Al momento dell'arresto era disarmato e non ha opposto resistenza.

 

 

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