Tribunale_Palmi2Reggio Calabria, 8 aprile 2011 - Tre persone sono satte arrestate dai carabinieri a Palmi. Sono indagate di tentata estorsione nei confronti di un’Amministrazione comunale della zona tirrenica della provincia di Reggio Calabria. Gli arrestati sono Domenico Cammaroto, il figlio Ricciotti Eugenio Cammaroto, ed Enzo Serpentino, cognato del primo. I tre , tutti residenti nel Comune di Scido, si sono resi responsabili, in concorso fra loro, di tentata estorsione nei confronti di Giuseppe Zampogna eGiuseppe Giovanni Tarsitani, rispettivamente sindaco e vicesindaco del Comune aspromontano, i quali non hanno esitato e denunciare i fatti ai carabinieri consentendo cosi' l'avvio di un'attività di indagine che si è sviluppata sia attraverso intercettazioni che servizi di pedinamento, osservazione e riscontri sul campo. I Cammaroto prima e Serpentino poi, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre 2010, avrebbero rivolto minacce di morteai due amministratori, sia di perosna che attraverso telefonate anonime, al fine di costringere l'amministrazione comunale di Scido ad affidare loro, in violazione alla normativa in materia di affidamento di appalti pubblici e lavori, l'esecuzione della "martellata", ovvero l'individuazione degli alberi da tagliare in una zona boschiva di proprieta' del Comune e denominata "Misafumena III"; lavoro tra l'altro già assegnato con regolare gara d'appalto ad una ditta di Reggio Calabria. Ma i tre arrestati miravano anche ad ottenere dall'amministrazione comunale anche un'altra serie di lavori di interesse pubblico di prossima realizzazione.  L'escalation delle minacce è partita da alcune telefonate agli amministratori per poi passare a incontri davanti al palazzo comunale nel corso dei quali il sindaco è stato miancciato di morte. Durante il periodo delle indagini il vicesindaco Tarsitano, proprietario di un uliveto, ha subito il taglio di circa 50 piante. “Negli ulimi mesi nella provincia di Reggio Calabria abbiamo registrato circa 200 intimidazioni e minacce nei confronti di pubblici amministratori nella maggior parte dei casi rimaste senza nomi per la scarsa collaborazione da parte delle vittime” ha detto il colonnello Pasquale Angelosanto, comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria. “La collaborazione tra pubblici amministratori e forze dell'ordine - ha aggiunto - è l'unica strada che abbiamo per combattere il tentativo di condizionamento sull'operato delle amministrazioni". Il caso della denuncia di Giuseppe Zampogna e Giuseppe Tarsitani, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Scido, piccolo comune dell'aspromonte, e' stato messo in evidenza più volte nel corso dell'incontro con la stampa che si è tenuto in procura a Palmi anche dal procuratore Capo Creazzo. "E la seconda volta in pochi mesi che quest'ufficio porta a termine indagini contro soggetti che minacciano amministratori pubblici - ha dichiarato il magistrato – Nel caso di Scido si parla di appalti per il settore boschivo di un importo non esorbitante e che si potevano assegnare senza gara di appalto, ma il fatto che gli amministratori minacciati si siano rivolti alle forze dell'ordine e alla magistratura denota un grande senso di responsabilita' da parte del sindaco e del suo vice. Una vicenda che lancia un messaggio chiaro: se si collabora con lo Stato, lo Stato risponde”.  Nel corso della conferenza stampa, il capitano della compagnia di Palmi, Sasso Iovine ha spiegato nel dettaglio lo svolgimento dell'indagine. “Dalla denuncia avvenuta nell'agosto dello scorso anno - ha detto l'ufficiale - abbiamo iniziato un'attività di controllo sia attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, sia con appostamenti e pedinamenti dei tre uomini finiti in carcere”.