Tribunale_ViboVibo Valentia, 13 aprile 2011 - La Squadra mobile della questura di Vibo Valentia ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, per l'omicidio di Giovanni Lo Piccolo, accoltellato il 25 febbraio 2010. L'omicidio a suo tempo destò grande clamore nell'opinione pubblica anche per le modalità  cruente con cui fu eseguito: la vittima, accoltellata al collo, ebbe la forza di mettersi al volante della sua automobile e di raggiungere il pronto soccorso, dove morì dissanguata poco dopo. Le indagini puntarono subito nel torbido entourage familiare della vittima che conviveva con la moglie e un’amantestraniera, da cui aveva avuto due bambini, pure conviventi. Gliinvestigatori accertarono l'esistenza di una lunga, losca vicenda di induzione alla prostituzione e di estrema promiscuità, all'epoca ormai prossima a esplodere con effetti dirompenti, e nel cui alveo alla fine è stata trovata la soluzione del caso, anche con riscontri tecnici e di carattere scientifico. I dettagli dell'operazione saranno forniti oggi in conferenza stampa alla procura della Repubblica di Vibo Valentia, alla presenza del procuratore capo Mario Spagnuolo.

Arrestata la convivente

Ad uccidere Giovanni Lo Piccolo, commerciante di 53 anni di Vibo Valentia, è stata una polacca di 37 anni, Anita Jarzzbowska, sua convivente sotto lo stesso tetto unitamente alla moglie e ai figli dell'una e dell'altra. A scoprirlo, e ad arrestare la straniera, sono stati gli agenti della squadra mobile di Vibo Valentia diretti dal dal vicequestore Maurizio Lento coordinati dal pm Michele Sirgiovanni. Un delitto dai contorni oscuri e maturato in un ambiente familiare degradato con un uomo dal carattere violento che la faceva da padre padrone in tutti i sensi. Un menage che durava da 12 anni e che ha avuto fine la sera del 25 febbraio 2010 con una coltellata alla gola sferrata dalla polacca a Lo Piccolo dopo un rapporto sessuale consumato all'interno dell'autovettura della vittima. L'uomo con la gola squarciata ha fatto in tempo a raggiungere il pronto soccorso e dire qualche parola, e dopo si è accasciato al suolo. Scattate le indagini, “indagini pure”, come ha precisato il procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo a cui hanno partecipato il questore Antonio Cucchiara, lo stesso capo della mobile ed il suo vice Raffaele Rodonò, dopo una serie di verifiche, accertamenti, stamattina è stato chiuso il cerchio con l'arresto della responsabile a e la fine di una vicenda che sembrava di non facile soluzione, visto e considerato che le due donne, la moglie e l'amante che hanno continua a stare sotto lo stesso tetto, erano solidali fra loro.