carabinieri_auto_2Sellia Marina, 16 aprile 2011 - Avrebbero provato a costringere una ditta a non partecipare ad un appalto pubblico, con l'obiettivo di inserirsi nella gara. Per convincere l'imprenditore avrebbero anche utilizzato diverse minacce, compreso il tentativo di incendio di una pala meccanica. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e di Sersale a interrompere il meccanismo, arrestando tre persone: Carmine Schipani, 42 anni, Vincenzo Raffale, 42, Filippo Fioramante Colosimo, 59, tutti piccoli imprenditori boschivi di Sersale. Nei loro confronti le accuse sono di tentata estorsione e turbativa d'asta. I particolari dell'operazione sono stati resi noti oggi, nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta nella Compagnia di Sellia Marina, alla presenza del capitano Giovanni De Nuzzo, del tenente Rocco De Paola e del maresciallo Mario D'Aniello. L'attivita' d'indagine e' iniziata dopo la denuncia di un imprenditore boschivo di Sersale che aveva subito il tentativo di incendio di un mezzo, sul quale erano stati rinvenuti una tanica di benzina con accanto una miccia e quattro pneumatici, chiaro segnale intimidatorio. Nel corso dell'indagine, i militari hanno sorpreso Schipani e Raffaele mentre stavano posizionando un'altra tanica di benzina sulla motopala dell'imprenditore. Alla vista dei militari i due sono fuggiti e dopo un breve inseguimento e' stato arrestato solo Schipani. I carabinieri, però, hanno potuto identificare anche i due complici, finiti in manette su ordine del gip Emma Sonni, che ha accolto la richiesta del sostituto Gerardino Dominijanni. I tre soggetti, pur se incensurati, erano a noi già ampiamente  noti per la loro vicinanza ad altri soggetti di interesse operativo e pertanto erano monitorati ed attenzionati gia' da tempo. Numerose, e' stato evidenziato nel corso della conferenza stampa, sono le indagini per tentativi di estorsioni compiuti nel territorio della presila catanzarese, soprattutto ai danni di imprenditori boschivi e del sottobosco. Le indagini sono però di non agevole conduzione, ha sottolineato il capitano De Nuzzo, proprio per la riottosità delle vittime a denunciare gli episodi nonche' per le modalita' con le quali le estorsioni vengono poste in essere, spesso con segnali espliciti (come le taniche di benzina), che gettano nello sconforto e nella paura chi li subisce.

 

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