Giacoia_RiccardoCosenza, 16 aprile 2011 - Una busta con un proiettile di pistola calibro 9 e un foglio bianco con una croce disegnata a penna è stata recapitata, oggi, al giornalista della Rai, Riccardo Giacoia. Il plico è stato inviato alla sede della Rai della Calabria, a Cosenza, dove il giornalista ha lavorato fino a pochi giorni fa, prima di passare al Tg1. E’ l'ennesima intimidazione a Giacoia, l'ultima risale a luglio 2010 gli era stata inviata un'altra lettera di minacce. Sulla busta, di colore giallo, l'indirizzo è scritto in corsivo, con un francobollo comune e senza timbro postale. Giacoia ha dichiarato che si tratta di “atti che preoccupano ed è inutile negare di aver paura, ma è certo che non saranno le minacce a fermare il lavoro di tanti cronisti che tentano di dire far luce sugli affari sporchi della criminalità organizzata e che, puntualmente subiscono intimidazioni perché evidentemente la verita' infastidisce qualcuno, e non solo la 'ndrangheta”. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile di Cosenza, a cui il giornalista ha sporto denuncia. “Piena e convinta solidarietà a Riccardo Giacoia ed ai colleghi della redazione del Tgr Calabria”, viene espressa dal segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, componente della Giunta Esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa. “Anche in questo caso – commenta Carlo Parisi – ci troviamo di fronte all’ennesima vigliaccata ai danni di un giornalista calabrese, come al solito “firmata” dall’anonima mano di chi crede di imporre, così, la vergognosa cultura del sopruso e della prepotenza”. Ricordando  che “chi fa bene il proprio mestiere finisce sempre nel mirino di chi pensa che basti una lettera anonima per tapparti la bocca”, Carlo Parisi sottolinea che “niente e nessuno potrà mai mettere il bavaglio ai giornalisti che, con onestà, serietà e professionalità svolgono semplicemente il loro lavoro, che è quello di informare onestamente i cittadini, senza se e senza ma e, soprattutto, senza timori reverenziali o favoritismi di sorta nei confronti del boss o del politico di turno”. Il Comitato di redazione del Tgr Calabria (Dino Gardi, Carla Monaco e Cesare Passalacqua), dal canto suo, afferma che “l’ennesima intimidazione al collega Riccardo Giacoia ripropone, ancora una volta, la difficoltà di fare informazione corretta, indipendente e completa nella nostra regione. Quella dei giornalisti nel mirino della criminalità - afferma il Cdr - sta diventando una vera e propria emergenza che le istituzioni locali e nazionali non possono più sottovalutare, come da tempo chiedono le organizzazioni di categoria dei giornalisti italiani. Le vili minacce anonime contro Giacoia non fermeranno la sua attività e quella degli altri tanti colleghi che, ogni giorno, raccontano e denunciano le tante illegalità che si verificano in Calabria. A Riccardo Giacoia – conclude il Cdr – va il pieno, incondizionato sostegno di tutta la redazione della Rai calabrese e, insieme, il forte sostegno ad andare avanti nella sua attività”. 

 

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