Tribunale_cz_fotinoCatanzaro, 17 maggio 2011 - Una condanna all'ergastolo è stata chiesta oggi dal Pubblico ministero per Santino Accetta, 32 anni, imputato per l'omicidio aggravato di Cristian Galati, il 24enne picchiato brutalmente, legato a un albero e poi bruciato vivo a Curinga, nel Lametino nel gennaio 2009. Dopo la requisitoria del Pm anche gli avvocati di parte civile (Leopoldo Marchese difende i genitori di Cristian, i fratelli e una sorella, mentre l'altra sorella è difesa da Luca Scaramuzzino), hanno discusso, chiedendo un milione di euro di risarcimento per ciascun familiare costituito. Infine si sono tenute le arringhe dei difensori di Accetta, gli avvocati Davide Dell'Aquila e Francesco Galati, che hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito. Poi la Corte d'assise di Catanzaro presieduta da Giuseppe Neri ha rinviato al 9 giugno per eventuali repliche e la sentenza. Tre le persone, tutte di Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia imputate per l'omicidio di Galati. Due dei tre giovani, Pietro Mazzotta ed Emanuele Caruso, sono già stati condannato rispettivamente a 16 anni ed a 30 anni di reclusione con rito abbreviato. Mazzotta, comparendo in aula al dibattimento, ha confermato le accuse per se stesso, per Accetta, e per Caruso, raccontando che il giorno in cui Cristian fu ucciso, lui e quest'ultimo erano andati a prenderlo in macchina, e più tardi avevano caricato anche Accetta prima di recarsi nel luogo del martirio dell'amico dei primi due. Un racconto in contrasto con le dichiarazioni di Caruso, che in fase di indagini confessò di essere l'autore dell'atroce  delitto, sostenendo di aver portato a termine da solo il disegno di morte di Galati, anche se poi in aula, lo scorso 19 gennaio, si avvalse della facoltà di non rispondere alle domande della Corte d'assise di Catanzaro, del pubblico ministero e degli avvocati. Ma secondo la pubblica accusa Accetta avrebbe partecipato eccome all'assassinio di Galati, il quale sarebbe stato ucciso proprio per i suoi contrasti con il primo, che lo avrebbe tra l'altro accusato di avergli bruciato l'auto. Il racconto di quest'ultimo particolare è stato fatto in aula anche dai genitori della vittima che, sentiti nel corso del dibattimento, hanno detto di aver saputo dal figlio della minaccia che Accetta gli avrebbe fatto dopo che la sua macchina venne bruciata. Per i due dei tre giovani imputati dell'omicidio pluriagravato di Cristian Galati, già giudicati colpevoli in primo grado, si è tenuto anche il giudizio d'appello. Quest’ultimo si è concluso il 5 aprile scorso con un'assoluzione ed uno sconto di pena. In particolare, i giudici della Corte d'assise d'appello hanno assolto Pietro Mazzotta, già condannato a 16 anni, ed hanno dimezzato la condanna a 30 anni di reclusione di Emanuele Caruso, cui dunque hanno inflitto 15 anni. Tra meno di un mese, ora, è attesa la sentenza di primo grado per l'ultimo imputato del delitto, Santino Accetta.

 

 

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