Tribunale_ViboVibo Valentia, 18 maggio 2011 - I finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, al termine di indagini coordinate dalla procura della Repubblica, stanno eseguendo il sequestro d'urgenza di un’importante rete viaria in fase di realizzazione nel capoluogo che nonostante la spesa di 3 milioni di euro, per opere appaltate nel 2002, risulta incompiuta e soggetta a rischiosi cedimenti strutturali. Contestualmente le Fiamme gialle stanno procedendo alla notifica di 8 avvisi di garanzia. I particolari dell'operazione, cosiddetta “Red Gate”, saranno resi noti dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo nel corso della conferenza stampa fissata per le ore 11.00 in procura.

Gli indagati

L’opera pubblica si trova in località “Cancello rosso” di Vibo Valentia e doveva collegare la strada provinciale per Triparti e viale della Pace. L’arteria è stata realizzata con calcestruzzo depotenziato, una palificazione difforme dalla progettazione, mentre il progetto esecutivo sarebbe stato redatto in modo non adeguato alla conformazione del terreno, classificato ad alto rischio frana. Gli otto avvisi di garanzia riguardano funzionari della Regione Calabria, dei legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori e fornitrici di calcestruzzo, i direttori tecnici e di cantiere delle ditte ed il progettista e direttore dei lavori. Si tratta di Filippo Russo, 65 anni, di Vibo, nella sua qualità di ingegnere, progettista e direttore dei lavori; Paolo Postorino, 56 anni, di Reggio Calabria, architetto collaudatore nominato dalla Regione; Gaetano Costantino, 73, di Reggio Calabria, architetto collaudatore nominato dalla Regione; Giuseppe Costanzo, 78 anni, di Catania, legale rappresentante delle ditte Sipa Spa e Cogip; Michele Luigi Ranno, 36 anni, di Catania, rappresentante e amministratore unico della Cogip; Pasquale Farfaglia, 46 anni, Vibo Valentia, nella qualita' di direttore tecnico della Sipa e direttore di cantiere della Cogip; Giorgio Randazzo, 50 anni direttore tecnico della Cogip; Michele Evalto, 41 anni, di Vibo Valentia, amministratore unico della Calcestruzzi, l'impresa che forniva il cemento. I reati per cui sono indagati in concorso vanno dal delitto colposo di danno alla frode in forniture. Il procuratore Spagnuolo ha precisato che nel 2002 la normativa antimafia sugli appalti non era quella in vigore oggi, altrimenti l’impresa che si è aggiudicata i lavori sarebbe stata esclusa. Ciò che adesso rimane, è stato evidenziato, è un muro pieno di crepe alto 16 metri e lungo un chilometro”. L'appalto era statoa avviato nel 2002, per due interventi con un investimento totale di tre milioni di euro. “L'illecito perpetrato - ha spiegato il procuratore - ha cagionato un pericoloso collasso della struttura in cemento armato realizzata, nonche' l'abbassamento e la rotazione del manufatto e delle sue fondazioni ed è ragionevole attendersi un rischioso ulteriore aggravamento della situazione”. Da qui la necessità di emettere un decreto di sequestro preventivo. Il sindaco di Vibo Valentia, D'Agostino, che è stato nominato custode giudiziario con l'obbligo di procedere alla messa in sicurezza dell'area.

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