Tribunale_Cz_nuovo2Catanzaro, 19 maggio 2011 - La procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il giudizio immediato a carico di Girolamo Albano, 52enne imprenditore catanzarese finito in carcere il 7 marzo in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso a suo carico per violenza sessuale. Alla richiesta del sostituto procuratore Simona Rossi, tuttavia, la difesa dell’imprenditore ha risposto chiedendo il giudizio abbreviato (che in caso di condanna comporta lo sconto di pena di un terzo), che sarà  fissato a breve davanti al giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro. Intanto, in accoglimento dell'istanza presentata dai difensori di Albano, gli avvocati Nicola Cantafora e Piero Chiodo, all'indagato sono stati revocati gli arresti domiciliari, sostitutiti con il solo obbligo di dimora nel comune di Catanzaro. A concedere all'imprenditore gli arresti a casa era stato il tribunale del riesame (presidente Adalgisa Rinardo, a latere Pietro Scuteri e Giuseppe Perri), lo scorso 24 marzo.  Secondo le accuse mosse dal sostituto Rossi che hacoordinato le indagini, Albano - che ha un precedente per maltrattamenti, con allontanamento dalla casa familiare - avrebbe costretto una donna a subire violenza sul posto di lavoro, lo scorso febbraio,in un giorno in cui tutti i colleghi erano andati via. Tanto ha raccontato la presunta vittima, che con la sua denuncia ha fatto partire le indagini della squadra mobile della Questura del capoluogo calabrese, sfociate in una richiesta di misura cautelare accolta dal giudice per le indagini preliminari Livio Sabatini. Davanti a quest'ultimo, all'indomani della notifica del provvedimento di custodia in carcere, l'indagato ha risposto all'interrogatorio di garanzia fornendo la propria versione, e negando qualsivoglia atto di violenza commesso nei confronti della donna che lo accusa.