Catanzaro, 1 giugno 2011 - Si sono conclusi con
7 assoluzioni totali e 41 condanne i quarantotto giudizi abbreviati chiesti da altrettanti imputati coinvolti nella maxi inchiesta antidroga sfociata nell'operazione “
Pony express", scattata all'alba del 18 dicembre 2009, che ha stroncato un fiorente
traffico di stupefacenti attivo tra il quartiere Scampia di Napoli e Catanzaro. Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva chiesto quarantasei condanne, a pene comprese tra i 20 e i 3 anni di reclusione, e due assoluzioni, il giudice distrettuale dell'udienza preliminare Livio Sabatini non si è discostato di molto da queste richieste, scagionando completamente sette imputati, e condannando gli altri a pene comprese tra i 16 ed i 2 anni e 8 mesi di reclusione. Associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e vari episodi di spaccio, nonché l'associazione armata - dal momento che nel corso delle indagini sono stati sequestrati anche fucili, pistole e munizionamento - le accuse a vario titolo contestate dalla pubblica accusa nell'ambito dell'inchiesta, partita dopo la morte di un giovane, Vincenzo Gallelli, rinvenuto cadavere a Satriano per un mix letale di droga. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lo stupefacente viaggiava sulla direttrice Napoli-Catanzaro, oppure su quella Napoli-Catania. Due coniugi di Scampia, Fortunato Castaldo e la moglie Rosa Alterio, sarebbero stati i fornitori ufficiali della droga, principalmente eroina, ma anche e soprattutto uno scarto di quest’ultima, il Kobrett, comprati a 12 o 13 euro e rivenduti a 40 o 50 euro. L'affare era vantaggioso al punto che anche un gruppo criminale di Catania si sarebbe inserito nel giro, utilizzando lo stesso metodo di rifornimento, e cioe' corrieri che facevano la spola tra Napoli la Calabria e la Sicilia, in auto, in treno, e con qualunque altro mezzo che potesse passare inosservato - da qui il nome in codice dell'operazione - Per quanto riguarda il capoluogo calabrese, il narcotraffico sarebbe stato in mano a quattro bande, facenti capo in prevalenza a rom, e precisamente ai Passalacqua, Berlingieri, Critelli e Raffaele. Per altri dieci indagati è in corso il processo dibattimentale davanti al tribunale collegiale di Catanzaro, che riprenderà l’8 luglio.