referendum_4_sCatanzaro, 13 giugno 2011 - E’ stato raggiunto il quorum sui quattro quesiti referendari. Dal Viminale i dati sull'affluenza che si è attestata oltre al 57 per cento, ben superiore al 50 per cento più uno dei votanti e anche alla soglia del 53,51 per cento, necessaria per superare l'incognita del voto all'estero. Per Paolo Ferrero di Rifondazione comunista “una grande vittoria non solo contro Berlusconi ma contro Il neoliberismo e le privatizzazioni praticate in questi vent'anni dal centro destra e dal centro sinistra. Dal referendum nasce una domanda di alternativa fondata sul protagonismo dei comitati, delle associazioni e della partecipazione popolare. Proponiamo di consolidare questo risultato dando vita a una costituente dei beni comuni che raggruppi comitati, movimenti, associazioni e partiti che vogliono uscire dal neoliberismo e costruire il futuro mettendo al centro i beni comuni”. Per Vito Bordino dell’Udc catanzarese “a poco meno di un mese dalle elezioni amministrative si è appena concluso il voto sui ben noti quattro quesiti referendari. Con il raggiungimento del quorum con circa il 55% di affluenza, certamente non auspicato dall’attuale classe dirigente governativa, al di la del merito dei quesiti e del relativo esito, registriamo un’ulteriore segnale che ha un solo, chiaro ed inequivocabile significato. Ancora una volta infatti emerge la gran voglia di cambiamento della gente, della gente comune, di quei cittadini che han da farsi i conti con i drammi e i problemi della quotidianità e che vede oscuri i contorni di una prospettiva positiva del Paese. E’ chiaro ed evidente che oggi a poche ore dalla chiusura dei seggi il messaggio degli italiani è la bocciatura della politica del governo. Gli italiani indicano anche in questa occasione che vogliono essere governati bene, che prevalga la cultura di governo e di autentica responsabilità, che vogliono dir la loro in nome di quel “popolo sovrano” spesso richiamato dai più, ma più spesso ancora non tenuto in considerazione.  Ce l’han messa tutta per evitare che si raggiungesse il quorum, ma alla fine gli italiani han vinto. Un’analisi a parte merita la Calabria dove l’affluenza si è fermata al 49% con il dato negativo delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia rispettivamente del 46% e del 45%.  La gente vuol partecipare alle scelte, vuol farsi rappresentare degnamente e non sopporta più che ci sia un Parlamento nominato piuttosto che eletto, non accetta più di non essere rappresentato se non da chi viene scelto dai capi di turno. Anche in questa direzione va il messaggio del cambiamento, della voglia di nuovo che viene rilanciato ormai di continuo e su cui tutte le forze politiche dovrebbero fermarsi a riflettere e a trarne conseguenziali decisioni ad iniziare dal cambiare forma politica del governo ovvero dal ricorso alle urne per eleggere un Parlamento con un sistema elettorale dove si possa esprimere la preferenza sia sui programmi che sulle coalizioni che sui singoli eletti. E’ finita l’epoca del “berlusconismo” che forse inizialmente ha prodotto qualcosa di positivo, ma che ormai da tempo fa annaspare il Paese in una sorta di tirare a campare. Il problema non è più ormai Berlusconi, la cui parabola discendente è fin troppo evidente, ma resta soprattutto  il messaggio negativo del “berlusconismo” che si è irradiato ad ampio raggio come un’epidemia ed ha creato tanti piccoli “berlusconini”.   E’ da tutto questo che si deve cercare di uscire cogliendo i chiari segnali che gli italiani stanno mandando con l’unico strumento che hanno in mano, la partecipazione  democratica attraverso le elezioni e i referendum, ma che vorrebbero pure che il principio costituzionale della rappresentatività non si presti più a interpretazioni di comodo. Ed è in tutto questo che il mio partito l’Udc - conclude Bordino  - deve porre l’acceleratore con una riflessione assolutamente necessaria sul proprio futuro operativo  e su quello del Terzo Polo, in Calabria e nel Paese, inaugurando una stagione di scelte omogenee, coraggiose e irradianti ottimismo sul futuro dei giovani e delle famiglie”.

A Catanzaro  55% di affluenza e 97% in favore dei sì

“Sento di esprimere grande soddisfazione per i dati registrati nel capoluogo di Regione ed in tutto il territorio provinciale per l’eccezionale risultato sul Referendum 2011” dichiara Annamaria Principe, Coordinatore Fli per la provincia di Catanzaro. “Futuro e Libertà ha dato un contributo diretto e tangibile, con l’allestimento di postazioni informative, di gazebo e con  la distribuzione di materiale divulgativo, sia per il raggiungimento del quorum che per l’affermazione dei quattro sì e, in particolare, il voto referendario registrato a Catanzaro presenta risultati sostanzialmente in linea con il dato nazionale. L’affluenza alle urne si è attestata vicinissima al 55% degli elettori e le percentuali in favore del sì, per tutti e quattro i quesiti, supera abbondantemente il 95%. L’esito della consultazione referendaria“ conclude il Coordinatore provinciale FLI “conferma che gli elettori sono stanchi di assistere ad una gestione arrogante, approssimativa e inconcludente della cosa pubblica e che pretendono di partecipare attivamente alla vita democratica del Paese” (Annamaria Principe Coordinatore Provinciale Fli - Catanzaro)

 

 

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