Universit_Cz1Catanzaro, 16 giugno 2011 - Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato per la seconda volta il provvedimento con il quale era stata disposta la custodia cautelare a carico di Antonio Cuteri, 42 anni, assistente tecnico dell'Ateneo Magna Graecia di Catanzaro, addetto alle aule di Medicina, tra i principali imputati nell'inchiesta sulla presunta manomissione dei plichi contenenti i test per l'ammissione alle facoltà a numero chiuso di Medicina e Chirurgia. Si tratta dell'ordinanza con cui l'uomo finì in carcere per la seconda volta, nell'ambito dell'ultimo filone dell'inchiesta - che nel suo excursus ha visto coinvolti anche il rettore Francesco Saverio Costanzo, e ad alcuni docenti dell'Ateneo - nella quale si ipotizzano le accuse di peculato, falso e ricettazione, secondo una ricostruzione in base alla quale, per la procura, sarebbe esistito un sistema illecito stabile grazie al quale i testi delle prove per l'ammissione ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria dell'Ateneo venivano rubati in modo che i quesiti potessero essere comunicati prima degli scritti a candidati da agevolare, i quali li pagavano con soldi o favori. Il tribunale catanzarese (presidente Giuseppe Perri, a latere Sergio Natale e Ilaria Tarantino) ha trattato la questione per la seconda volta dopo che la Corte di cassazione, accogliendo il ricorso della procura della Repubblica di Catanzaro, ha annullato la prima decisione del collegio (allora composto dagli stessi giudici tranne uno, poiché Francesco Agnino compariva al posto di Tarantino) che già aveva scarcerato Cuteri, rinviando per una nuova pronuncia dopo aver fornito un proprio indirizzo nella valutazione del materiale probatorio. Il Riesame, tuttavia, si è discostato dalle valutazioni del Giudice supremo, ritenendo di dover nuovamente annullare, come richiesto dai difensori di Cuteri - gli avvocati Saverio Loiero e Wanda Bitonte -, l'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Catanzaro a carico del 42enne. Cuteri era stato arrestato una prima volta nel settembre del 2008 (e poi rimesso in libertà) poiché secondo i sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, titolari delle indagini dei carabinieri, sarebbe stato lui, assieme a Valter Mancuso, addetto alla manutenzione delle aule all'Università, ad introdursi nelle sede della segreteria studenti, a via Smaldone, prelevando i plichi contenenti i test, in modo da conoscere in anticipo le prove per l'anno accademico 2007/08. Per quella prima accusa di furto aggravato il processo a carico di Cuteri è finito, il 5 novembre scorso, con una condanna a tre anni e nove mesi di reclusione e 40.000 euro di risarcimento all'Ateneo "Magna Graecia", e prima di lui anche il coimputato Mancuso è stato condannato a tre anni di reclusione e al risarcimento di 25.000 euro all'Università. Nel marzo 2010, poi, Cuteri è finito nuovamente in carcere in esecuzione di un ulteriore provvedimento cautelare (che ha portato in cella anche Mancuso, e poi tre persone ai domiciliari e quattordici sottoposte all'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria) relativo alla tranche di indagini sulla presunta alterazione dei test di ammissione agli anni accademici dal 2005 al 2008. Circa dieci giorni dopo il tribunale del riesame lo ha rimesso in libertà ma, dopo l'impugnazione della pocura, la Suprema corte ha annullato quella decisione ravvisando i gravi indizi di colpevolezza a carico di Cuteri che, però, secondo i giudici catanzaresi continuano a non sussistere.

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