Bisceglia_Fedele_padre1Cosenza, 15 giugno 2011 – “Nella prossima conferenza stampa dirò chi ha ordito il complotto contro di me”. E' lapidario, padre Fedele Bisceglia, l'ex frate francescano che è sotto processo, con il suo segretario, per una serie di presunte violenze sessuali contro una suora siciliana. Oggi pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa a Cosenza, per “avvisare” la suora che se non si convince, prima della sentenza del processo, “a dire la verità, dirò io quello che è accaduto. Ho scritto più di 110 lettere, anche al Cardinale Bagnasco. Non mi risponde nessuno. Sono sul lastrico da 5 anni e 5 mesi”, ha detto l'ex frate, “abbandonato dai fratelli e dagli amici. Solo la gente comune mi dà da vivere, perché mi crede. Non entro nel merito delle questioni legali, quello lo fanno i miei avvocati. Io voglio solo invitare la suora a dire la verità. Lei lo sa che non è successo nulla di tutto quello che ha dichiarato. La suora è stata pilotata”, ha aggiunto l'ex frate, “e io so da chi e perché. Chi, lo dirò prossimamente. E se mi accadrà qualcosa, sappiate che ho lasciato lettere ad amici e notai, in cui è scritto chi saranno i mandanti.  Perché è presto detto: io davo fastidio per la cura che mi prendevo dei bimbi Rom, che invece venivano affidati illegalmente; per la questione del Papa Giovanni XXIII, che poi è finita come è finita, e per l'Oasi Francescana, fatta da me senza l'aiuto di nessuno e che ha sempre fatto gola a molti”. La vicenda dell'Istituto Papa Giovanni XXII di Serra d'Aiello, clinica socio-assistenziale, si sarebbe intrecciata con quella di Padre Fedele perché proprio lui aveva chiesto di dirigerlo. L'istituto fu poi chiuso perché al centro di uno scandalo: scomparvero decine di milioni di euro di finanziamenti, mentre gli assistiti venivano fatti vivere in condizioni di estrema precarietà. Inoltre i dipendenti non percepivano stipendio. La Guardia di finanza, con un blitz, ne documentò la realtà e lo portò alla chiusura. Ci sono ancora procedimenti penali in corso contro i presunti responsabili dei fatti. L'Oasi Francescana è invece una struttura assistenziale di Cosenza, che padre Fedele realizzò con le offerte della gente. Da quando il frate è sotto giudizio, è controllata direttamente dall'Ordine dei francescani, quello stesso ordine che, per colpa dei suoi vertici dell'epoca, sarebbe, secondo il frate, tra i responsabili delle sue sfortune. "Il Tribunale Ecclesiastico - ha concluso - mi ha espulso senza avermi mai sentito. Vivo senza domicilio, senza l'aiuto della Chiesa. Ma ho preparato più di 80 cartelle in cui racconto la verità su questa storia”.