Coltello_insanguinato_archivioGioia Tauro, 2 luglio 2011 - Un efferato delitto è stato consumato questa mattina nella Piana di Gioia Tauro, nel Reggino. Secondo quanto reso noto dalle agenzia di stampa, un uomo di Gioia Tauro, Giovanni Ruggiero di 83 anni, pensionato ha ucciso una giovane del luogo, Francesca Agresta di 24 anni. Inoltre, secondo quanto appreso da fonti investigative l'omicidio sarebbe maturato al culmine di una lite per motivi economici. Ruggiero ha ucciso la giovane donna usando un coltello. Dopo l'omicidio, l'anziano ha gettato il corpo, già ritrovato, nella frazione di Sant'Elia di Palmi, un'area collinare a pochi chilometri da Gioia Tauro. Ruggiero, dopo il delitto, si è costituito ai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, accompagnato dal figlio, ed ha confessato il delitto. Giovanna Agresta, secondo le ultime notizie, era la figlia illegittima dell'omicida, Giovanni Ruggiero, di 83 anni, che dopo il delitto si è costituito. Lo si è appreso dai carabinieri. La ragazza, secondo quanto si è appreso, era nata da una relazione extraconiugale che l'uomo aveva avuto con una donna di Gioia Tauro. I carabinieri stanno cercando adesso riscontri al racconto dell'uomo, a cominciare dal luogo dove è avvenuto l'omicidio, e di chiarire quali siano i motivi economici che hanno spinto l'anziano a uccidere la figlia. Giovanni Ruggiero è un noto imprenditore della piana di Gioia Tauro, titolare di un'azienda per la vendita del gas. Il figlio dell'imprenditore, Vincenzo, è impegnato in politica da anni e in passato è stato assessore alla Provincia di Reggio Calabria con il Pri e al Comune di Gioia Tauro. Alle ultime elezioni comunali di Gioia Tauro del 2010, Vincenzo Ruggiero si era candidato a sindaco col sostegno del Pri e dell'Udc uscendo sconfitto al primo turno.

Altri particolari con punti oscuri...

Ci sono ancora dei punti oscuri nella confessione di Giovanni Ruggiero, il pensionato che stamattina ha ucciso la figlia illegittima Francesca Agresta con almeno tre coltellate. Da chiarire, in primis, dove l'83enne ha sferrato i fendenti che hanno tolto la vita alla giovane studentessa gioiese, di 24 anni. I carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, nel Reggino, guidata dal capitano Ivan Boracchia, sono stati impegnati tutta la mattinata nel bosco di Sant'Elia, nel comune di Palmi, luogo dove Ruggiero ha gettato il corpo senza vita della figlia, nel tentativo di recuperare ogni elemento utile alle indagini. Dopo i primi rilievi è stato rinvenuto il coltello usato dal reo confesso con il quale ha colpito alla gola la giovane donna uccidendola. L'arma è stata scoperta sotto il cadavere dell'Agresta. Un lavoro difficile, quello degli investigatori, reso molto complicato dalla fitta vegetazione in cui era stato gettato il corpo. Ai carabinieri del Sis di Reggio Calabria, per completare le analisi sul luogo del delitto, e' stato necessario l'ausilio di un corpo di operai del comune di Palmi che hanno tagliato un paio di metri quadrati di rovi all'interno del quale era riverso il corpo senza vita di Francesca Agresta. Una storia inquietante, raccontata quasi in presa diretta dai familiari della vittima accorsi in contrada Sant'Elia intorno alle 10.30, quasi mezz'ora dopo l'arrivo delle forze dell'ordine. E' stato lo stesso Ruggiero dopo essersi costituito, secondo quanto appreso da fonti investigative, a condurre i militari dell'Arma nel luogo dove aveva abbandonato il corpo della figlia. L'omicidio sarebbe avvenuto tra 9 e le 9.30 di questa mattina. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, pare che l'uomo avesse contattato la figlia nella serata di ieri per prendere appuntamento. L'incontro sarebbe avvenuto questa mattina intorno alle 8.30. L'auto di Francesca Agresta è stata ritrovata nella prima periferia di Palmi, cittadina che dista solo pochi chilometri da Gioia Tauro. La ragazza, con ogni probabilita', e' salita sull'auto del padre. A questo punto, non si sono avute notizie certe sul racconto fornito dal pensionato, noto imprenditore gioiese, padre di Vincenzo Ruggiero, ex assessore alla Provincia di Reggio Calabria e al Comune di Gioia Tauro. Il corpo della ragazza è stato trasportato all'ospedale Riuniti di Reggio Calabria dove verrà effettuata l'autopsia. Le indagini sono condotte dalla procura di Palmi.

Il dolore della madre

"Glielo avevo detto di non chiedere niente a quell'uomo, immaginavo potesse finire così": sono le urla disperate lanciate da Rosalba Veneziano, la mamma di Francesca Agresta, la ragazza di 24 anni uccisa ieri dal padre naturale, Giovanni Ruggiero, di 83. La donna, informata dell'omicidio della figlia, è andata lungo la strada che costeggia la pineta tra Palmi e Gioia Tauro - in cui è stato trovato il corpo della ragazza - insieme alle zie ed alle cugine della giovane. Le donne si sono lasciate andare a scene di disperazione, piangendo a dirotto ed imprecando contro l'anziano imprenditore che si è costituito ai carabinieri. Francesca, che portava il cognome del marito della madre, Agresta, deceduto alcuni anni fa, si doveva sposare ed avrebbe manifestato l'intenzione di incontrare il padre naturale per chiedergli un aiuto, probabilmente di natura economica. La madre della ragazza, stremata dal dolore, è poi svenuta. Soccorsa dal 118 è stata portata in ospedale per precauzione. Sul luogo in cui è stato trovato il corpo, è stato eseguito un lungo sopralluogo dei carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro che stanno conducendo le indagini sotto le direttive del procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, e del sostituto Luigi Iglio. L'obiettivo è stabilire se la ragazza sia stata uccisa dove è stato trovato il corpo. Secondo quanto si è appreso, intanto, la donna sarebbe stata uccisa con alcune coltellate all'addome ed alla gola.


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