Grandinetti_Francesco2Lamezia Terme, 13 agosto 2011 - "Le dimissioni del consigliere Nazareno Salerno da presidente della commissione sanità e la solidarietà espressa da altri colleghi pone in evidenza la diversità di vedute per il riordino e la razionalizzazione del sistema sanitario calabrese". Così, Francesco Grandinetti, vicecoordinatore regionale di Futuro e Libertà. "E' inutile negare che la nostra regione - prosegue - si trova in uno stato di commissariamento che non consente alla classe politica di porre in essere delle valutazioni da sottoporre al tavolo “massicci” poiché l’obiettivo è quello di ridurre a tutti i costi  il debito sanitario che nel corso degli anni ha raggiunto proporzioni enormi tanto da ingessare il bilancio regionale. La calabria  non può a nostro avviso subire in nome del risparmio lo sfaldamento dell’apparato sanitario negando ai cittadini calabresi il diritto alla salute e la libertà di rivolgersi alle strutture pubbliche o private accreditate. Ma c’è di più , la posizione geografica della calabria  potrebbe  consentire  alla stessa di diventare il polo sanitario di riferimento anche per i paesi  che si affacciano sul mediterraneo dove ancora oggi non ci sono strutture e professionalità adeguate a soddisfare i bisogni sanitari delle popolazioni che vivono in queste aree geografiche. Ecco prima di procedere a buttare il bambino con l’acqua sporca, sarebbe opportuno e gradito che le autorità governative della nostra regione intraprendano azioni volte a garantire prestazioni sanitarie a questi Stati che certamente potrebbero essere interessati. determinate dinamiche devono essere suffragate anche e soprattutto da una politica estera regionale e nazionale con lo sguardo proteso a garantire l’esistente e con l’ambizione di incrementare l’apparato sanitario di cui disponiamo. Dobbiamo sforzarci affinché i punti di debolezza diventino e si trasformino in punti di forza. Il riordino forzato del settore sanitario calabrese è dovuto forse ad una scarsa capacità della classe politica  Regionale e Nazionale che si è avvicendata e che oggi presenta il suo conto salato. La popolazione calabrese che si aggira intorno a due milioni di abitanti non è proporzionale al debito accumulato e sarebbe opportuno che la magistratura contabile facesse chiarezza al più presto, mettendo in atto ogni azione volta al recupero della ricchezza sottratta ai calabresi. È indispensabile a nostro avviso iniziare ad approcciare il problema sotto una luce diversa, cercando di valorizzare le professionalità, le specialità e le strutture esistenti, anche perché lo sviluppo della calabria passa anche e soprattutto attraverso la difesa di ciò che nel tempo è stato costruito. ci stanno costringendo a ragionare come se la nostra regione dovesse restare nei secoli dei secoli l’ultima d’Europa, il nostro spirito è quello di rivedere la nostra calabria rinascere. La classe politica calabrese - conclude Grandinetti - deve essere determinata, intransigente per l’attuazione di un sistema sanitario efficace, efficiente ed economico, ma al contempo deve avere la lungimiranza di guardare la calabria tra un ventennio e non possiamo permetterci di rivivere ancora quel divario con le regioni del Nord della nostra Italia".

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