Zurlo_StanislaoCrotone, 14 agosto 2011 - "Attendo di leggere il decreto per trarre le conclusioni, ma certo quello che è trapelato nella tarda serata di ieri non fa ben sperare per il futuro della Provincia di Crotone e di molte altre. Anche i piccoli Comuni vivranno una rivoluzione, una riforma epocale che cambia il modo di concepire la municipalità in tantissimi paesi, anche della nostra provincia". Così, in una nota il presidente della Provincia di Crotone, Stanislao Zurlo, Pdl, a proposito dell'abolizione dell'Ente intermedio pitagorico. "Adesso voglio anche sentire i presidenti della Province interessate per capire se hanno intenzione di promuovere qualche azione o che direzione intendono prendere. Io ho gia' parlato con la mia Giunta e con il Consiglio, all'unanimità abbiamo deciso di rinunciare all'indennita' ed a tutte le altre concessioni che potrebbero diventare una spesa per l'Ente. Se e' il costo della politica che si vuole tagliare, noi siamo pronti a dare una mano al Governo, di andargli incontro azzerando le spese della politica. E' nostra intenzione difendere in tutto e per tutto un'Istituzione tanto agognata dal nostro territorio e che rischia di sparire dopo pochi anni di vita. Capisco che il periodo e' tremendamente difficile e che è arrivato il momento dei sacrifici e dei tagli - aggiunge il presidente - ma ho l'impressione che le piccole Province stiano pagando il prezzo piu' alto. In Italia si sta vivendo probabilmente uno dei momenti piu' importanti e complicati dal dopoguerra, governare in emergenza e con pochi margini di spesa, a tutti i livelli, non e' certo semplice, lo abbiamo sperimentato anche noi sulla nostra pelle, ma riformare in modo cosi' drastico gli Enti territoriali rischia di sguarnire alcuni territori di importanti Istituzioni". Se dovesse essere confermata la soppressione della Provincia di Crotone oltre all'Amministrazione su un territorio difficile e caratterizzato da una criminalità  organizzata che condiziona la vita imprenditoriale e non solo - dichiara l'esponente del Pdl - sparirebbero dal territorio la Prefettura, la questura il Comando provinciale dei carabinieri e della Guardia di Finanza, istituzioni fondamentali. Potrebbero sparire anche altre realta' importanti come la Camera di Commercio. La chiusura della Provincia comporterebbe un impoverimento del territorio che per il crotonese sarebbe una sciagura dopo la chiusura delle fabbriche e la mancata riconversione dell'economia locale. Si perderebbero professionalita' che in un contesto difficile come il nostro hanno operato benissimo e ne hanno favorito la crescita in mezzo a mille difficoltà. Difenderò come e finché posso la Provincia di Crotone - conclude Zurlo - consapevole dell'immensa difficoltà di questa impresa, non devo essere solo, ma di fianco vorrei avere tutta la popolazione. In questo momento tutti siamo chiamati ad uno scatto d'orgoglio, dobbiamo far emergere il nostro senso di appartenenza, l'orgoglio e la fierezza di essere cittadini della Provincia di Crotone".


La dichiarazioni del coordinatore e del dirigente provinciale del Pdl Francesco Pignolo

“Se i nostri parlamentari non saranno in grado di emendare l’articolo del decreto – legge sul piano di rientro che prevede, tra l’altro la soppressione delle Province al di sotto di 300.000 abitanti, compresa quella di Crotone o non ne avranno il coraggio, dovranno seriamente trarne le dovute conseguenze. In ogni caso noi procederemo ad una grossa manifestazione contro tale norma e la ragione sta nel fatto che il risparmio è misero se si pensa che solo 25 province saranno soppresse (quelle insistenti nelle Regione a Statuto Speciale, nonostante la previsione del Governo, sono garantite dalla Carta Costituzionale). La ragione della nostra contrarietà risiede, altresì, nel fatto che il medesimo scopo può essere raggiunto con la soppressione dell’ente provincia nelle aree metropolitane ed in quelle del nord ben servite, ma non certo in quella di Crotone, dove la carenza di strutture stradali, ferroviarie e aeroportuali la fanno da padrona. Il solo pensiero di dover dipendere nuovamente da Catanzaro ci intristisce e ci fa venire i brividi, in considerazione del fatto che ciò ci renderebbe ancora più poveri e desolati. Se di soppressione si deve parlare sarebbe più giusto che essa investisse la totalità dell’ente intermedio, potendo il Parlamento convertire l’articolo del decreto in una proposta di legge Costituzionale con procedura aggravata, scorporandola dal provvedimento e che preveda se del caso la soppressione delle Regioni (l’inferno della politica). Tanto premesso invitiamo tutti i nostri parlamentari ad opporre ogni azione tesa ad evitare, pertanto, la paventata soppressione della provincia di Crotone.”

VIBO VALENTIA. Abolizione Province, De Nisi: scelta inutile

De_Nisi_vv“L’abolizione delle Province più piccole rappresenta una scelta iniqua, inefficace e profondamente demagogica”. Così dal canto suo, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, definisce la decisione del Governo, che ha inserito nella nuova manovra finanziaria l’abolizione delle Province con meno di 300mila abitanti. “Iniqua perché discrimina proprio quei territori meno popolati dove i compiti e le funzioni delle Province hanno maggiore importanza nelle dinamiche socio-economiche locali, lasciando in vita, invece, le Province più “inutili”, cioè quelle dove sono presenti grandi aree metropolitane, come Milano, Roma, Napoli. Inefficace, perché il risparmio realizzabile con l’abolizione delle Province è irrisorio rispetto agli enormi disagi che questa norma comporterà per le popolazioni dei territori coinvolti. Infine, una scelta di questo tipo è chiaramente demagogica, perché asseconda un clima di caccia alle streghe determinato in primo luogo dall’incapacità di Berlusconi e di questa maggioranza parlamentare di governare, gli stessi che oggi, abolendo le piccole Province, cercano disperatamente di recuperare credibilità e consenso davanti ai propri elettori”. De Nisi, poi, si sofferma sulle conseguenze che tale provvedimento avrà sui territori interessati, sottolineando come l’abolizione delle Province innescherà un effetto domino a tutto danno dei cittadini. “Come già evidenziato circa un anno fa, quando il Governo fece un primo tentativo di abolizione delle Province, è bene riflettere sulle conseguenze che ciò comporterebbe in termini di servizi per i cittadini - continua -. Tanti, infatti, sono gli enti e le articolazioni dello Stato che verrebbero meno: prefettura, questura, Comandi provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza, del corpo forestale, dei vigili del fuoco, Direzione provinciale del Tesoro, Ragioneria dello Stato, Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio, Direzione provinciale del lavoro, Camera di commercio, sezione locale di Confindustria, sedi provinciali dell’Inps e dell’Inail, Azienda sanitaria provinciale, Aci, Croce rossa, Ufficio scolastico, Ufficio provinciale delle Poste italiane, Motorizzazione civile. Soltanto nel Vibonese, in questi uffici lavorano circa 2mila persone, che corrispondono ad altrettanti nuclei familiari. In totale, dunque, almeno 6mila cittadini vibonesi (se si considera una media di 3 persone a famiglia) sarebbero costretti a trasferirsi altrove. Le conseguenze sarebbero devastanti per Vibo Valentia, che subirebbe il crollo del mercato immobiliare e del commercio, senza contare la delocalizzazione dei servizi erogati oggi dalle amministrazioni pubbliche che sarebbero coinvolte dalla cancellazione degli attuali confini provinciali”.

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