Goletta_verdeCatanzaro, 17 agosto 2011 -  Sempre più allarme ambiente in Italia. Soprattutto per ciò che riguarla la salute del mare e le costruzioni abusive. Si apprende attraverso attraverso Goletta Verde di Legambiente, che ha analizzato la condizione di salute del mare e dei litorali. delel tante criticità presenti in Italia. Uno studio è durato circa due mesi che e si è articolato in 40 tappe. Ebbene, si è scoperto che in Calabria il 60% dei cittadini scarica a mare reflui non depurati a norma di legge. Monitorando tutte le coste si è verificato che esistono ben 146 punti critici, uno ogni 51 chilometri di costa, mentre 112 foci sono risultate a rischio. Alla Calabria è stata data la maglia nera, assieme a Campania e Sicilia, mentre le regine sono la Sardegna, la Puglia e la Toscana.

Vera e propria "Emergenza depurazione". Durante la campagna estiva di Legambiente è stato eseguito il monitoraggio dell'inquinamento microbiologico delle acque, causato dall'assenza di depurazione per ben 18 milioni di cittadini. Sotto i riflettori, ancora una volta, l'emergenza foci: 112 sono infatti quelle risultate off limits a conferma del fatto che il problema della mancata depurazione riguarda in primo luogo i Comuni dell'entroterra.

Allarme cemento da Sud a Nord. Anche nella classifica della cementificazione il podio è occupato da Sicilia (682 infrazioni), Calabria (665) e Campania (508), che rappresentano insieme il 53% del totale nazionale dei reati sul cemento illegale. Il cemento sulle coste non dilaga solo al Sud, ma anche al Centro e al Nord, "dove prende le vie legali - rileva Legambiente - della speculazione edilizia, delle mega opere portuali e della bolla affaristica delle seconde e terze case". ha analizzato la condizione di salute del mare e dei litorali dello stivale. Monitorando tutte le coste si è verificato che esistono ben 146 punti critici, uno ogni 51 km di costa, mentre 112 foci sono risultate a rischio. Alla Calabria è stata data la maglia nera, assieme a Campania e Sicilia, mentre le regine sono la Sardegna, la Puglia e la Toscana. Lo studio è durato circa due mesi e si è articolato in 40 tappe. Si è scoperto che in Calabria il 60% dei cittadini scarica a mare reflui non depurati a norma di legge.

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