Miletta_Fernando2Lamezia Terme, 4 settembre 2011 - "E’ un’adesione convinta e totale quella che manifestiamo per la giornata di sciopero generale indetto per il 6 settembre prossimo dalla Cgil". A parlare così, Fernando Miletta, coordinatore provinciale di Catanzaro per Sinistra e libertà. "E’ in gioco - prosegue Miletta che è anche presidente della Lamezia Multiservzi - il futuro del nostro Paese. Di quel Paese che da anni stiamo difendendo contro gli attacchi sempre più pesanti che il governo nazionale ha messo in atto contro i lavoratori e i loro i diritti. L’incapacità dell’esecutivo Berlusconi di fronteggiare la crisi economica che ci attanaglia da anni è resa ancora più evidente, se ve ne fosse ulteriore bisogno, dal caos che regna all’interno della coalizione di governo dove tutti sono impegnati a difendere le loro posizioni per puro tornaconto elettorale e propagandistico. Le misure annunciate e prontamente smentite della manovra economica hanno causato il crollo verticale della credibilità in ambito internazionale delle istituzioni politiche italiane. I provvedimenti imposti dall’Unione europea utilizzati come grimaldello per smantellare quel poco di stato sociale ancora garantito, l’autonomia degli enti locali, il rispetto della legalità. A nostro avviso la manovra, oltre ad essere irrazionale per l'iniquità sociale e per l’effetto depressivo dei suoi contenuti, è inaccettabile proprio per tali ragioni e perché non affronta quelli che sono nodi strutturali che stanno divorando dall’interno il Paese: l'illegalità, la corruzione, l'economia mafiosa. Nessun provvedimento in direzione dello sviluppo e della crescita economica è previsto - tanto è vero che tutte le parti sociali, economiche  e imprenditoriali stanno protestando energicamente - mentre si impoverisce ancor di più le famiglie, chi è già in difficoltà, magari perché precario e si penalizzano soprattutto i lavoratori e i pensionati del Mezzogiorno. Se questo scenario è grave per l’Italia intera diventa devastante per il meridione e per la Calabria, in particolare, che ne risentirà in maniera drammatica affondando ulteriormente il livello, già allarmante, dell’economia locale. Oltre a ribadire la nostra adesione allo sciopero generale, quindi, vogliamo anche rivolgere un invito affinché la partecipazione sia massiccia e diffusa e l’opposizione civile e democratica a queste scelte disastrose dia il segnale chiaro ed ultimativo che il Paese è stanco di questo governo e delle sue scelte scellerate".   

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