Palazzo_ChigiRoma, 8 settembre 2011 -  Addio Province. Passano, nel Consiglio dei ministri due modifiche alla Carta costituzionale. La soppressione delle Province, varata con un disegno di legge costituzionale dopo le varie rivisitazioni introdotte nella manovra. Ci sarà un trasferimento alle Regioni delle materie oggi di competenza delle Province e una modifica sostanziale dell'assetto amministrativo dello Stato, sostituendo le vecchie Province con delle nuove entità sovraccomunali definite città metropolitane. Per ciò che riguarda gli aspetti più econonici, introdotto l'equilibrio tra entrate e spese. Per garantire il pareggio di bilancio, saranno modificati tre articoli della Carta: non solo l'articolo 81, che fino ad oggi prevedeva l'obbligo di copertura delle leggi, ma anche l'articolo 53 (sulla contribuzione dei cittadini) e il 119 (sul federalismo fiscale). Il testo del disegno di legge prevede: "Non è consentito ricorrere all'indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio". Il ddl, composto da 8 articoli, dice espressamente che il suo obiettivo è quello del risparmio: "Dall'attuazione della presente legge costituzionale - si legge - deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi". Le disposizioni previste da questa legge costituzionale si applicheranno anche alle Province delle Regioni a Statuto speciale, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano.

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