Lamezia Terme, 26 novembre 2011 - Conferenza stampa a Lamezia del leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro che ha spaziato su tutto. Dalla politica nazionale a quela locale. Di seguito, i passaggi più salienti della conferenza. "Oggi - ha detto - sono due le emergenze fondamentali che ci aspettano: un'emergenza economica e finanziaria che abbiamo affidato al Governo del Presidente Napolitano, ma della cui maggioranza politica parlamentare che si sta sviluppando e un pò avviluppando in questi giorni non vogliamo far parte, tant'è che noi non partecipiamo alla spartizione alla conta dei sottosegretari, e la seconda sono le elezioni. Noi abbiamo assicurato al governo Monti il nostro appoggio - ha sottolineato il leader di Idv - valutando di volta in volta i provvedimenti che si porteranno in aula; di lui e del suo Governo rispettiamo e stimiamo la competenza tecnica e professionale, la storia personale. Con Monti il nostro Paese ha trovato la dignità e può andare Europa e incontrare i massimi rappresentanti delle istituzioni con la stessa dignità: questo ci ha ridato un po' di orgoglio italiano, partiamo dal presupposto che la coltellata se te la dovesse dare un amico o un nemico sempre una coltellata è, per cui aspettiamo di vedere nel merito cosa vuol fare Monti, impegnandoci a far rimanere un governo tecnico, anche per questo non abbiamo proposto e ne ci sediamo al tavolo della distribuzione dei seggi o degli accordi politici al di fuori delle commissioni parlamentari.Abbiamo preso atto - ha aggiunto Di Pietro - che ci sarebbe stata una riunione in cui una nuova e inedita maggioranza parlamentare, formata da Pd, Pdl, Udc e Terzo Polo si è riunita con il presidente del Consiglio per individuare le priorità politiche e la distribuzione dei sottosegretari: noi non abbiamo partecipato, abbiamo spento il telefono". Lo ha affermato il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a Lamezia Terme. "La seconda emergenza che dobbiamo affrontare che questo governo, così come il Parlamento e lo stesso capo dello Stato possono far finta che non esista, sono le elezioni: questa e' un'emergenza democratica, perché questo Governo non ha una legittimazione popolare, anzi e' l'esatto opposto dello spirito del sistema bipolare su cui si basa la legittimazione popolare e la democrazia. Governi del genere hanno non solo il diritto, ma il dovere di esistere nell'emergenza e nell'urgenza, quindi poi bisogna ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti del Parlamento e nel proprio Governo.Senza una nuova legge elettorale - h aquindi tuonato l'ex Pm - ci sarà sempre un Parlamento di nominati che non hanno nessuna responsabilità verso chi li ha eletti: per questo abbiamo indetto un referendum elettorale a cui hanno risposto 1.200.000 persone e chiediamo a tutte le forze politiche parlamentari , al Governo, al Presidente della Repubblica di consentire che la Corte costituzionale faccia in modo trasparente il proprio dovere e ci metta nelle condizioni di andare a votare nel mese marzo. Terminate le urgenze dobbiamo tornare a votare. Sul piano programmatico Italia dei Valori ritiene necessario partire dalla legge del "buono esempio" e non con gli annunciati interventi sulle pensioni, Ici e patrimoniali, senza sapere chi deve pagare. Questa volta deve pagare innanzitutto chi finora non ha pagato o chi, pure avendo di più, ha dato di meno. Certamente sarà necessario un pò di sacrificio, ma in modo proporzionale a secondo di chi guadagna di più. Per questo diciamo no ad un Ici indiscriminata e no ad una patrimoniale in discriminante, si alla patrimoniale per chi ha grandi patrimoni, cosi' come diciamo si alla tassazione sui mobili e sugli immobili, sulle rendite finanziarie e sui grandi patrimoni immobiliari, no invece alle prime case per le giovani coppie e per gli anziani. Non è poi con l'allungamento dell'eta' pensionabile che si risolvono i problemi, quanto la lotta alle triple pensioni e ai privilegi". quindi il giudizio sulla Calabria. "Berlusconi - ha stigmatizzato - sta all'Italia come Scopelliti sta alla Calabria. Il modello Reggio è basato sulle lottizzazioni, spartizione, clientelismo e soprattutto sull'utilizzo del denaro pubblico indebitando le casse comunali, per apparire nell'immediato come colui che dà, senza rendersi conto che il buon padre di famiglia deve individuare delle priorità nell'utilizzo delle risorse e soprattutto deve avere rigore nell'utilizzo delle risorse. Così come sono dovuti intervenire Corte di conti ed uffici giudiziari per gli sprechi e per i danni creati all'erario dal Comune di Reggio domani dovranno intervenire per quelli regionali: è troppo facile governare spendendo i soldi dei nostri figli, i soldi del futuro, bruciando denaro con clientelismo e cattedrali nel deserto. Per questo noi contestiamo molto la politica di Scopelliti, soprattutto - ha concluso Di Pietro - nelle mancate individuazioni delle priorità: lui vuole apparire efficiente tagliando servizi essenziali, come nel Piano sanitario, però poi chiude un occhio sui tanti sprechi della politica, della casta, dei privilegi con cui continua ad assicurare a sé e agli organismi politici a cui fa riferimento, un continuo travaso di voti di scambio, politicamente intesi, al fine di mantenere un consenso, comprato più che meritato".