Polizia_e_cc_auto2Cosenza, 6 dicembre 2011 - Maxi-operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, della Polizia di Stato e dei carabinieri di Cosenza ha portato all’esecuzione di 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip Distrettuale di Catanzaro. L’indagine, ultima fase dell’operazione denominata “Terminator”, è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Catanzaro ed ha colpito capi e gregari della più potente organizzazione mafiosa operante nella città di Cosenza, tra l’altro responsabile degli omicidi di Vittorio Marchio, Enzo Pelazza e Antonio Sassone, nonché di diversi episodi di estorsione e usura. Colpita la cosca Lanzino-Ruà. In uno dei filoni, secondo quanto riportanto dalle agenzie, sono indagati, con l'accusa, a vario titolo, di concorso esterno e voto di scambio, l'ex assessore provinciale Pietro Ruffolo, l'ex sindaco di Rende e ora consigliere provinciale Umberto Bernaudo, entrambi del Pd, e il consigliere comunale di Piane Crati, Pierpaolo De Rose.


Gli arrestati

Questi i nomi di quanti sono finiti in manette. Tutti presunti affiliati alla cosca Lanzino di Cosenza, tra loro, i latitanti più pericolosi, si tratta di Ettore Lanzino (56 anni) e Franco Presta (51), ricercati da tempo dalle forze dell'ordine. In manette anche Francesco Patitucci (50) ritenuto il reggente della cosca, Simone Andretti (41), Salvatore Ariello (37), Biagio Barberio (37), Domenico Cicero (54), Giovanni Di Puppo (38), Michele Di Puppo (47), Luigi Gagliardi (38), Mario Gatto (42), Luigi Gaudio (55), Walter Gianluca Marsico (44), Giuseppe Perri (55), Mario Piromallo (44), Roberto Porcaro (27), Costantino Scorza (55).

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