Cgil_cisl_uil_logo_unitarioLamezia Terme, 10 dicembre 2011 - Cgil, Cisl e Uil regionali uniti contro la manovra del Governo Monti. Parte anche dalla Calabria la protesta dei sindacati contro il provvedimento varato dal Governo tecnico e che porterà, così come denunciato in conferenza stampa a Lamezia Terme dai segretari generali calabresi di Cgil, Cisl e Uil, Sergio Genco, Paolo Tramonti e Roberto Castagna, "un salasso senza precedenti per la nostra regione". Per questo motivo, i tre sindacati hanno indetto uno sciopero generale di tre ore per il prossimo lunedì. Oltre ad un sit-in davati alle sedi della prefetture delle cinque province calabresi. Oltre ai presidi che si realizzeranno in Calabria, hanno spiegato Genco, Tramonti e Castagna, il 12 dicembre partirà anche una delegazione per la grande manifestazione di piazza che si terrà a Roma. A questa protesta, si aggiungerà quella programmata per il prossimo 19 dicembre, giorno in cui è programmato lo sciopero della scuola e della pubblica amministrazione. "I tagli maggiori - ha affermato Tramonti - andranno a incidere soprattutto nelle periferie, quindi nel Mezzogiorno che sarà sempre più penalizzato. La Calabria è divenata ormai la regione più povera ma è anche la più tassata e con meno servizi. E le famiglie calabresi non ce la fanno più". Di situazione critica ha parlato anche il segretario Genco, secondo il quale "bisogna trovare unità su questioni come il Tavolo Massicci o il Bilancio: dobbiamo avere delle proposte comuni su cui chiamare poi a verifica la Giunta regionale alla quale non dobbiamo dare l'alibi della crisi o del patto di stabilità". Per Castagna, invece, "in Calabria bisogna stare attenti, non solo perché si riapre tutta la vertenzialità che abbiamo con la Regione, ma anche perché non vogliamo che si creino questi alibi. Continueremo il confronto perché bisogna evitare che alla manovra nazionale si aggiunga un'altra manovra da parte di Comuni, Province e Regione. Dobbiamo stare attenti perché se riusciamo ad ottenere qualcosa a livello nazionale, come ad esempio la non indicizzazione delle pensioni fino a duemila euro, poi non ci deve essere una penalizzazione a livello locale".

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