Morelli_Francesco1Catanzaro, 11 dicembre 2011 - Franco Morelli, il consigliere regionale della Calabria arrestato nei giorni scorsi nell'ambito dell'operazione "Infinito" della Dda di Milano, si difende dal carcere. A farsi portavoce di Morelli, che nega ogni responsabilità, è il leader del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli. "Morelli - afferma Corbelli - è in un vero e proprio incubo. Non riesce a darsi una spiegazione di quello che gli è successo. E' visibilmente molto provato. Ha già perso 10 chili. Alla moglie - riferisce - che ha incontrato pochi giorni dopo il suo arresto, ha detto guardandola negli occhi, con lo sguardo perso nel vuoto: "Perché sono qui, perché mi hanno arrestato, come è possibile che io sia qui in carcere. Cosa ho fatto di male, di così grave? Non ho mai commesso alcun illecito. Durante tutta la mia vita ho solo sempre aiutato tanta povera gente..". Dopo aver denunciato "la sua forte preoccupazione per lo stato di salute di Franco Morelli, Corbelli) chiede l'intervento del ministro di Grazia e Giustizia, Paola Severino, per quella che definisce "una grande ingiustizia e una tragedia che si sta consumando nel silenzio e nell'indifferenza generali, interrotti solo dal massacro mediatico, nei confronti di una persona perbene, da tutti stimata sino al momento dell'arresto". Corbelli, in una nota trasmessa all'Agi, parla di "violazione dei diritti più elementari che impediscono ai familiari di poter finanche portare gli indumenti pesanti necessari per l'inverno, perché è consentito portare ogni mese al detenuto un massimo di 20 chili di roba (alimentari o altri prodotti e vestiti). I familiari - aggiunge - possono vederlo solo 4 ore al mese. Lunedì Morelli vedrà per la prima volta dal momento del suo arresto le sue due figlie, che insieme alla loro mamma (Ermelinda Pugliese, moglie di Morelli) si recheranno dalla Calabria al carcere di Opera, in Lombardia Quello che sta vivendo". Corbelli aggiunge: "Si possono calpestare in questo modo i diritti, la stessa dignità umana di una persona, cancellare la sua storia vissuta tutta all'insegna della correttezza, onesta' e grande umanità? Si può trattare come un pericoloso criminale una persona perbene, indagata ma non ancora né condannata, né rinviata a giudizio, né processata. Perché - domanda - non vengono concessi subito gli arresti domiciliari a Franco Morelli, considerando che si tratta di un incensurato e di una persona onesta e perbene? Se al processo, come sono certo, sarà dimostrata la sua totale innocenza chi mai potrà ripagare e risarcire della grande sofferenza e dell'immane dolore Morelli e la sua famiglia?".

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