finanza_aut_fotinoReggio Calabria, 20 dicembre 2011 - La telefonata al servizio di pubblica utilità 117 di una moglie preoccupata per le sorti del bilancio familiare ha messo le fiamme gialle della Compagnia di Palmi csulle tracce dio due circoli ricreativi a Sant'Anna di Seminara nel Reggino dove erano installate 7 "slot machines" illegali. La donna, preoccupata per il vizio del marito che in un breve volgere di tempo aveva dissipato una cifra non irrilevante per il bilancio familiare, si era rivolta alla Guardia di Finanza. Le indagini hanno portato i militari in alcuni circoli ricreativi dove, nella disponibilità degli avventori, erano installati quasi una decina di congegni e apparecchi da divertimento ed intrattenimento all'apparenza regolari. I successivi accertamenti, tuttavia, hanno consentito di appurare che i videogiochi e le slot machines in questione non erano conformi alla legge perche' privi dei certificati di messa in esercizio e, soprattutto, del collegamento alla rete telematica dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato. Ciò comportava che le giocate non fossero in alcun modo controllate e che non vi fosse alcuna garanzia per i giocatori di vedersi, almeno di tanto in tanto, ricompensati dalla dea bendata. Per via del mancato collegamento alla rete dei Monopoli, inoltre, i lauti guadagni incassati dagli esercenti sfuggivano al controllo del Fisco. Le operazioni si sono concluse con il sequestro di 7 apparecchi e di 500 euro, frutto delle giocate, rinvenuti all'interno delle macchinette. I responsabili sono stati segnalati alla locale procura della Repubblica.

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