Tribunale_aula_con_faldoniReggio Calabria, 22 dicembre 2011 - La Corte di Appello di Reggio Calabria, (Pastore, presidente,  Gullino, relatore, Blatti, a latere) nel pomeriggio del ha emesso la sentenza, del rito abbreviato, del processo chiamato "Onorata Sanità". La Corte di appello ha confutato l'impianto della precedente sentenza, con la quale il Tribunale di Reggio Calabria, in primo grado, aveva condannato nomi eccellenti della politica e della burocrazia sanitaria della Regione e della Provincia di Reggio. Il Collegio, rigettando le richieste di conferma parziale della sentenza formulate dal procuratore generale, Santo Melidona, ha assolto con formula piena Peppino Biamonte, già direttore vicario presso l'assessorato regionale alla Sanità (difeso dagli avvocati Francesco Mortelliti e Antonio Masi), Pietro Morabito già direttore generale dell'Asl di Reggio Calabria (difeso dagli avvocati Natale Carbone e G. Nardo ) Domenico Latella (difeso dagli avvocati Emanuele Genovese ed Elena Latella ), Domenico Pangallo (difeso dagli avvocati Giacomo Iaria e Antonio Mandalari) e  Santo Emilio Caridi (cdifeso dagli avvocati Vincenzo Nico D’Ascola e Pasquale Foti). Il Giudice di secondo grado ha anche assolto, accogliendo le richieste del procuratore generale, l'ex assessore alla Sanità della Giunta regionale di centrodestra Giovanni Luzzo (difeso dagli avvocati Nico D’Ascola e Francesco Gambardella), nonché gli altri funzionari dell'Asl di Reggio (Francesco Cassano-Roberto Mittiga-Alessio Giovanni Giuseppe Suraci) che si erano occupati a vario titolo della istruzione della pratica amministrativa attraverso cui la clinica Villa Anya, di proprietà dell'ex assessore regionale, Mimmo Crea, era stata convenzionata con il sistema sanitario Regionale. Altre assoluzioni sono giunte per tutti coloro che erano stati condannati in primo grado per reati di natura associativa di matrice mafiosa, già stati ritenuti responsabili di aver sostenuto elettoralmente Crea al fine di ottenere vantaggi per le rispettive consorterie. Sono stati infatti mandati assolti dai reati loro contestati, Leonardo Gangemi, Alessandro e Giuseppe Marcianò, Giuseppe Errante e Giuseppe Pansera.