Panarello_tavoloLamezia Terme, 22 febbraio 2012 - Un incontro ancora più proficuo di quanto non fosse già inusuale, è avvenuto tra il prefetto, Antonio Reppucci e un gruppo di imprenditori e piccoli operatori del lametino nell’incubatore Growt(H) sede lametina della Cicas, alla presenza del presidente nazionale, Giorgio Ventura. Inusuale l’incontro diretto e affollato tra imprenditori e prefetto, inusuale la disponibilità che il Prefetto ha evidenziato della associazione di categoria CICAS e proprio nella città di Lamezia  che è fonte di attenzione per le sue dinamiche contraddittorie, inusuale la cornice dell’incubatore dove le idee si portano in fabbrica tra i laboratori costruiti con i materiali di riuso. Un colloquio di ampi contenuti che ha toccato diversi temi in un dialogo a più voci che ha evidenziato come la  partecipazione  attiva e la presenza delle istituzioni sono un momento di forte impegno per affrontare il cambiamento, la  crisi economica e la costruzione continua della legalità quale comportamento costante della comunità. Preoccupazioni  ne sono state espresse tante, tra le quali la forte contrazione del credito alle imprese registrato nell’anno 2011,  che purtroppo vede questa volta la Calabria in testa alle classifiche; la necessità che le organizzazioni di categoria si facciano interpreti e garanti dell’impegno per la legalità e la sicurezza degli operatori economici e senza infingimenti; il forte impegno a vigilare sul rispetto delle regole e delle norme che non alterino la concorrenza a favore di una criminalità economica che sempre più spesso si affaccia alla ribalta non solo delle cronache ma anche dell’appropriarsi di una vera e propria zona franca del potere.Una voce comune si è espressa: difendere e valorizzare  le microimprese ed i piccoli imprenditori ovvero i cittadini che sono l’ossatura del Paese: quelli che fanno tanto per se e per gli altri con la capacità di ottimizzare poche risorse. Fanno tanto con poco! L’allarme della crisi in atto ha evidenziato che può generarsi il disinvestimento e l’abbandono delle attività oltre alla disoccupazione, che assume dimensioni bibliche. La proposta di rilancio ha fatto perno sulle richiesta di politiche premiali per  coloro  che mettono a frutto risorse anche rischiando il  proprio capitale, con la necessità che la fermezza riequilibri le prepotenze evidenziando che delinquere non paga a se stessi ed alla intera società. I temi  che sono  la stanchezza degli imprenditori  sono emersi chiari: una forte critica al ruolo che la politica pubblica ha svolto nella determinazione di un tessuto imprenditoriale  molto discutibile nei valori e nei risultati; una più generale riflessione sul ruolo della pubblica amministrazione che è divenuto un problema anziché un servizio; le forme ormai dilaganti di criminalità economica e criminalità organizzata i cui confini non sempre appaiono netti; il limite notevole allo sviluppo di imprenditorialità da  una realtà penalizzante del sistema creditizio, e che non ha alibi quando si annota che anche le risorse pubbliche depositate presso gli istituti di credito locali non sono impiegate nello sviluppo. Sulla criminalità e la sicurezza degli imprenditori non hanno esitato a dichiarare  che sono necessari sempre di più comportamenti plurilaterali che esprimono dissenso sociale alla criminalità e la ferma comunicazione che nessuno si intende piegare. Lamezia, con la sua realtà molto particolare è stata al centro dell’attenzione, si è sottolineata la importanza della trasparenza della pubblica amministrazione ed in particolare che si arrivi alla adozione del PSC per dare certezze   agli imprenditori ed ai cittadini. Agitandosi per un momento nel dibattito il solo sospetto che  diffusamente la città non voglia fino in fondo queste regole, la reazione dei presenti  è stata unanime tra imprenditori e la Cicas per una vera è propria rivoluzione contro i poteri forti, agitati in sede di dibattito politico locale. “solo cosi si può avere sviluppo ed economia sana” ha glissato il Presidente Ventura.La pressione  si è alzata nell’incontro verso gli enti locali che hanno sempre più autonomia di imposta  affinché applichino una premialità di minore tassazione a favore delle piccole imprese, premiando chi  crea lavoro e non premiando chi ha patrimoni inutilizzati. Quindi meno tasse locali a chi crea lavoro e si crea il proprio  lavoro.Non sono stati i soliti temi. In un clima cordiale quanto franco e fermo, il Prefetto Reppucci ha richiamato gli imprenditori ad alzare la testa e ad aumentare la partecipazione per un cambiamento di rotta nel sistema socio-economico. Il presidente Nazionale Cicas ha rafforzato l’impegno dell’organizzazione per la legalità e per il riscatto, con coraggioso impegno contro le zavorre della criminalità e del potere malato. Giuseppe Panarello della Cicas Lamezia Terme ha richiamato i presenti ad un maggiore impegno perché questi risultati che ci vengono consegnati nel paese sono un segno di incapacità che non può più essere tollerata e che nessuno può permettere che il cambiamento in atto ci superi anche questa volta consegnandoci ulteriori fallimenti. La Cicas si apre cosi all’impegno costante nella città di Lamezia ed in binomio con la sede dell’incubatore che ne ospita la sede lametina sostiene ancora di più che dalle piccole piante succedono grandi cose.

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