Tribunali_toghe_rosseCatanzaro, 26 febbraio 2012 - L'esistenza della giustizia amministrativa "ha senso solo in un orizzonte in cui si dia un interesse pubblico da far convivere ed eventualmente competere con il privato". Lo ha detto il presidente del Tar Calabria, Giuseppe Romeo, nella relazione per l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario, aperto ieri  con una cerimonia tenuta a Catanzaro. Romeo ha tracciato le linee guida della giustizia amministrativa, davanti ad una platea di autorità civili, religiose e militari, tra le quali il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico. L'attenzione del presidente del Tar si è, però, concentrata sulla situazione della giustizia amministrativa calabrese, segnata da una cospicua mole di arretrati, dalla carenza permanente di personale e dalle attività comunque portate avanti con spirito di abnegazione. Così, rispetto all'attività svolta, Romeo ha evidenziato che sono sopravvenuti nel 2011 1525 ricorsi, contro i 1565 dell'anno precedente. Un numero pressoché uguale, che ha portato nello scorso anno a pubblicare 1293 sentenze contro le 1565 del 2010. Sempre nell'anno trascorso, "è stato pubblicato un numero di provvedimenti decisori ampiamente superiore a quello dell'anno precedente (2191 contro 1565), con il soddisfacente risultato - ha detto il presidente - di avere abbattuto l'arretrato dell'8,51 per cento. Il dato complessivo che quindi emerge è confortante: nel 2011 sono stati emessi 4642 provvedimenti rispetto ai 4354 del 2010". Sempre nel 2011 le sentenze di merito sono state 1293 contro le 1144 del 2010."Il problema dello smaltimento dei ricorsi che via via sopravvengono - ha dichiarato Romeo - e' di fatto insolubile. Un elementare dovere di correttezza impone di dire che se il numero delle impugnazioni resta costante nel tempo e se il numero dei magistrati assegnati a questo tribunale rimane invariato, ben un 15 per cento dei ricorsi che saranno introitati in ciascun anno non potra' essere deciso". Il presidente ha ricordato che la cerimonia inaugurale si svolge nella ricorrenza del quarantesimo anniversario dell'istituzione del Tar, affermando: "I buoni propositi iniziali e lo stesso disegno costituzionale sono stati frustrati dalla costante erosione delle competenze dei tribunali regionali a vantaggio - ha concluso Romeo - della competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio, divenuto nel tempo una specie di controfigura del Consiglio di Stato".

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