Scopelliti_parla_1Catanzaro, 6 giugno 2012 - "Manderei via il 75 per cento" dei parlamentari. "E ricostruirei il Pdl aprendolo al contributo della società civile, dei movimenti, delle associazioni, del mondo delle professioni, di gente competente che abbia un solo interesse: il bene comune".Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, in un'intervista rilascia al quotidiano "Avvenire", formula un vero e propro j'accuse nei confronti del Pdl e aggiunge che riconfermerebbe "non più della metà dei consiglieri regionali azzurri" e nell'operazione pulizia coinvolgerebbe "anche i tre coordinatori nazionali" del partito. Abbiamo azzerato - evidenzia Scopelliti - un partito che era al 40%. Un crollo clamoroso. Una catastrofe. E non sono sorpreso. E' arrivato il momento di aprire un confronto che coinvolga tutti. Serve generosità se si vuole salvaguardare un'idea, un progetto. C'è gente che sta in Parlamento da 15 anni e non ha mai messo la faccia in una competizione elettorale. Non voglio aprire una caccia alle streghe ma voglio bene al mio Pdl. E allora  questo è il momento delle scelte: tanti hanno avuto più di quello che meritavano. E allora sono chiamati a dimostrare generosità e a fare un passo indietro. Possono farlo spontaneamente o può essere il segretario a pretenderlo". Un esempio su tutti: "Nicole Minetti non l'avrei mai candidata. E come lei tanti, troppi, indegni di stare in un partito come vorrei fosse il Pdl". Un giudizio anche su Formigoni e Alemanno: "Il governatore della Lombardia è bravo ma in questa fase rischia di rimanere vittima di se stesso. Sono amico del sindaco di Roma, è uno che lavora e ha passione. Non ha avuto la fortuna di avere al suo fianco gente di qualità". Infine su Alfano: "E' l'unico con le caratteristiche giuste e davvero non vedo alternative. Ma deve essere meno democristiano, più decisionista".

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