Bordino_Vito_Udc1Catanzaro, 30 giugno 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Il 21 novembre 2011 si celebrò il congresso provinciale Udc di Catanzaro. Un congresso che, alla fine di un tormentato dibattito, sapientemente “moderato e mediato” dal presidente dell’assemblea On. De Poli, si concluse unitariamente con diffuso senso di responsabilità. Da allora non si svolse nessuna convocazione del Comitato Prov.le,  per come previsto dallo Statuto del partito né si è adempiuto a quanto previsto dagli artt. 9 e 17 dello Statuto, tranne una riunione molto informale in dicembre con  la quale, sempre con spirito e volontà unitarie, fu eletto il segretario amministrativo. Poi il vuoto. Fin ad allora in tanti avevamo dimostrato grande senso di responsabilità e disponibilità. Nel frattempo molte vicende hanno purtroppo segnato in negativo la vita del partito. Una parte di esso ha remato contro il progetto politico di centro - fortemente condiviso dalle segreterie nazionale e regionale - per le elezioni comunali di Catanzaro laddove alcuni dirigenti si son candidati in altre liste, tanti hanno sostenuto e votato, più o meno palesemente, altre coalizioni politiche e taluni livelli dell’Udc, di rappresentanza e responsabilità politica e istituzionale latitanti o scarsamente presenti e attivi a far l’interesse del partito, salvo sporadiche e “tattiche” comparse “di facciata”. Il risultato elettorale, non certo positivo, è ascrivibile a una serie di circostanze ben  note che vanno molto al di là di responsabilità politiche della segreteria cittadina, il cui impegno è stato comunque encomiabile. Eppure il progetto politico portato avanti era espressione della linea emersa dal congresso cittadino alla presenza del Segretario nazionale Cesa, era coerente alla linea politica nazionale, era fatto proprio dal Segretario Politico Cesa e dal segretario regionale Trematerra, dal Presidente Reg.le Manti - che sento ancora di ringraziare per gli sforzi e gli apporti -, è stato suggellato dalla presenza a Catanzaro di Pierferdinando Casini, appositamente venuto per concludere la campagna elettorale. Un sincero e doveroso ringraziamento per l’apporto e la vicinanza anche agli On.li D’Ippolito, Occhiuto e Tassone. E infine mi sia consentito di ringraziare tutti i candidati del partito alle elezioni comunali e tutti i dirigenti e gli amici che si son prodigati e un grosso augurio di buon lavoro al Consigliere Roberto Rizza e ovviamente all’amico Pino Celi. Di quanto invece è avvenuto non credo sia immune da responsabilità la segreteria provinciale. Tutta una serie di vicende che han segnato, evidentemente, di fatto la conclusione della gestione unitaria del partito nella provincia di Catanzaro. Eppure il momento così  particolare e delicato della vita politica del Paese e del nostro partito, imporrebbe un clima di serenità e di sostanziale unità, piuttosto che “logiche di parte”, tale che l’UdC possa proseguire con  tenacia e determinazione sulla scia di scelte forti e coraggiose. Sembra che tutto questo poco interessi a parte del partito, che anzi parrebbe più concentrato a sviluppare polemiche e gratuite critiche senza un minimo di umiltà e senza indicare segnali intelligenti e responsabili che denotino per ognuno il “mea culpa”e la concreta volontà di costruire una realtà politica interna seriamente unitaria e democratica, per come credo sia stata caratterizzata la stagione in cui ho avuto l’onore di essere segretario provinciale dell’Udc. Oggi invece ci si presenta dopo otto mesi dal congresso con la convocazione del comitato provinciale di Catanzaro per il giorno 2 luglio prossimo come se nulla fosse successo. Il dato politico che bisognerebbe cogliere se veramente si vuol bene a questo  nostro partito è che ormai non ci siano più le condizioni per proseguire l’esperienza unitaria scaturita dal congresso otto mesi or sono, per ben individuabili colpe. Si dovrebbe avere da parte di tutti la coscienza e la responsabilità di prenderne atto, a meno che non si voglia proseguire con un partito monco di tanta classe dirigente che ha contribuito a segnare le sorti, spesso positive, dell’UdC nella nostra realtà provinciale. Ognuno quindi si assuma le proprie responsabilità, prenda le proprie decisioni avendo contezza però della piena conoscenza che di ciò avranno le segreterie nazionale e regionale. Credo quindi che la semplice non partecipazione ai lavori del Comitato convocato per il 2 luglio abbia ad assumere il significato della fine della gestione unitaria, invitando chiunque condivida questo dato politico a non parteciparvi e le segreterie nazionale e regionale a prendere atto ed a procedere alle opportune valutazioni e decisioni per il rilancio del partito contribuendo a ricreare le condizioni di democrazia interna e di autentica unitarietà, ovvero continuare con un pericoloso e grave sfilacciamento che non può che produrre ulteriori danni, laddove lo scenario politico in fase di continua e interessante evoluzione esige invece un clima di serietà e di serenità. Un appello mi sento infine di  rivolgere alle espressioni libere e alle riconosciute sensibilità politiche presenti numerose nel Comitato perché prevalga il senso del partito piuttosto che quello di parte. Un atto di concreta responsabilità quindi dovrebbe essere quello di un’apposita convocazione del Comitato provinciale con unico punto all’ordine del giorno: indizione nuovo congresso provinciale.

Vito Bordino
Dirigente prov.le e reg.le Udc
già Segretario prov.le Udc

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