Sangue_provette_archLamezia Terme, 7 gennaio 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Non è dato sapere con  precisione quanti siano i cittadini italiani danneggiati dal sangue infetto: secondo una stima approssimativa è possibile affermare che si tratti di centinaia di migliaia. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria epidemia che si è protratta almeno sino ai primi anni '90: un capitolo doloroso della nostra storia. A tutte queste sfortunate persone è stata riconosciuta - dalla Legge n° 210 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni - la possibilità di ottenere un indennizzo da parte dello Stato: si tratta di un beneficio economico concesso per motivi di solidarietà sociale e non di un vero e proprio risarcimento del danno. L'indennizzo consiste in un assegno bimestrale vitalizio, una sorta di "pensione" di importo sensibilmente variabile a seconda della gravità dell'infermità riportata. Nel corso degli anni il testo originario della Legge n. 210/92 ha subito diverse modifiche ed integrazioni ed ha dato luogo a non poche difficoltà sia di carattere interpretativo che all'attodell'applicazione pratica. Ebbene la Regione Calabria continua ad elargire e con ritardo l'indennizzodovuto a quanti sfortunati si trovano in queste medesime difficili condizioni. Pensare che ci siano tanti paperon dei paperoni che percepiscono stipendi d'oro e pensioni molte grasse fa davvero specie. Si mettano i dirigenti regionali della sanità la mano sulla coscienza  e versino quanto dovuto ai tanti danneggiati.

Enzo Barbera e un gruppo di iscritti al centrosinistra
Lamezia Terme

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