agguato decollatura bar esterno1.jpgDecollatura, 20 gennaio 2013 - Fermato il presunto killer del duplice omicido di Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio avvenuto ieri pomeriggio i una bar di Decollatura. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera (articolo a firma di Carlo Macrì), infatti, i carabinieri avrebbero fermato Giovanni Mezzatesta, 35 anni, di Soveria Mannelli e sarebbero sulle tracce di una seconda persona, ritenuta complice. Questo quanto riporta il Corriere della Sera:

TELECAMERE - Mezzatesta, residente a Decollatura, è stato già fermato e dovrà rispondere di duplice omicidio. A incastrarlo sono state le telecamere poste all’interno del bar “Reventino”, dove è avvenuta la sparatoria. I carabinieri guardando le riprese hanno impiegato poco tempo per risalire all’autore del duplice omicidio. I killer sono arrivati nel locale, poco dopo le 16 di sabato. Ad attenderli c’erano già le due vittime. Tra loro bisognava chiarire alcune situazioni, che riguardavano, in particolare, un attentato dinamitardo subito da Domenico Mezzatesta, padre di Giovanni che all’appuntamento si era presentato armato di pistola. La discussione tra le vittime e Giovanni Mezzatesta si è man mano fatta più vivace.

INDAGINI - Dalle prime indagini sembrerebbe che lo sparatore avrebbe incolpato dell’attentato subito dal padre proprio Iannazzo e Vescio. I due si sono difesi, reagendo a quella che per loro era un’accusa infamante e per questo volevano le scuse. Ma anziché delle scuse gli sono arrivate addosso decine di proiettili. La morte per i due cugini è stata immediata. Giovanni Mezzatesta ha mirato alla testa e poi è fuggito in auto, una Bmw metallizzata. La scena del duplice delitto è stata ripresa dalle telecamere, così come l’intera discussione che è stata il prologo all’agguato. Iannazzo e Vescio erano pesci piccoli della criminalità lametina. Il primo era incensurato, il secondo aveva precedenti per reati minori. Entrambi, però, sarebbero stati legati alla cosca Iannazzo di Lamezia, da tempo in guerra con i Torcasio, cosca cui apparterrebbe il Mezzatesta.

FAMIGLIE - Nelle prossime ore il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Galletta, che coordina l’indagine, potrebbe emettere il provvedimento di fermo anche per il secondo killer. Di lui i carabinieri conoscono già l’identità. Decollatura non ha un radicamento malavitoso. A “gestire” il territorio c’è la famiglia Scalise. Daniele, il capo, è latitante da due anni. Sul suo conto pende un ordine di cattura per estorsione. Negli anni scorsi nel comune silano c’è stato un episodio che gli inquirenti inquadrano come lupara bianca. Antonio Lucente, 42 anni, scomparve il 26 agosto del 2010. A denunciare la sparizione era stata la sua convivente. Per quella scomparsa, i carabinieri di Soveria Mannelli, a dicembre scorso, notificarono 12 avvisi di garanzia ad altrettante persone, molte dei quali residenti a Decollatura. Tra le persone indagate ci sono molte che sono “vicine” al clan Scalise, anche se per quella scomparsa Daniele Scalise, non risulta indagato. (Carlo Macrì, Corriere della Sera-Foto Ansa)

http://www.corriere.it/cronache/13_gennaio_19/calabria-decollatura-agguato-in-un-bar-due-morti_3444f458-626c-11e2-a69b-1ca806f8d8c9.shtml

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