Ticket code sanitCatanzaro, 28 aprile 2013 - "I dati del ministero della Salute confermano che anni di tagli al Sistema sanitario nazionale, unite all'inadeguatezza delle politiche di risanamento dei debiti sanitari delle Regioni, hanno scaricato sui cittadini più deboli, effetti di grande iniquità". E' quanto si legge in un comunicato stampa della Cgil Calabria.

"Il diritto costituzionale alla salute - si legge ancora nella nota - va garantito ricercando per altre vie il risparmio, il contrasto agli sprechi ed alle inefficienze sanitarie. Eppure, nel 2012, in piena crisi, per compensare tagli ed esigenze di cassa sono stati sottratti ai bilanci delle famiglie 2,3 miliardi di euro mentre quasi 2 milioni di italiani sono stati costretti a rinunciare alle cure per l'impossibilità di pagare i ticket sanitari. In Calabria al gettito dei ticket per 38,3 milioni di euro che interessa migliaia di lavoratori, inoccupati, studenti e pensionati non esenti, va aggiunto l'ulteriore disagio economico dei 65.000 calabresi costretti ogni anno a cercare soluzioni di cura fuori regione. La povertà che attanaglia la Calabria ha bisogno della certezza e dell'efficacia di misure sociali e sanitarie che la Giunta regionale si sta mostrando incapace di assicurare. Alla responsabilità del Governo che dovrà interrompere la spirale dei tagli al servizio sanitario nazionale deve associarsi l'azione del commissario ad acta affinché vengano ripristinate le esenzioni al pagamento del ticket sanitario - conclude il comunicato - per i nuclei familiari a basso reddito Isee attualmente privati del diritto di cura".

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